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‘Ho cambiato spesso lavoro. Ed ora?’

Ho cambiato spesso lavoro ’ è sicuramente uno dei Trend più ricercati su Google e, di spesso lavororiflesso sul nostro sito. Abbiamo già affrontato questo tema ma con un approccio più legato a come rispondere in sede di Colloquio a questa domanda. Oggi invece, cerchiamo di capire come riorganizzare il Curriculum, il profilo Linkedin e di conseguenza impostare una Lettera di Presentazione accattivante, così da rendere un possibile svantaggio, qualcosa che invece valorizzi l’intero percorso.

Innanzitutto, cerchiamo di capire i diversi casi in cui possiamo imbatterci. Infatti, aver cambiato spesso lavoro non è dovuto solamente ad indecisione sul proprio futuro, ma a tanti altri fattori.

Nel corso di un’intera carriera possiamo aver cambiato spesso lavoro perché:

  • Abbiamo dovuto/voluto impegnarci sempre lavorativamente, così da accettare un po’ tutto quello che ci veniva proposto
  • Non abbiamo avuto inizialmente le idee chiare su quello che avremmo voluto fare, così siamo andati un po’ a tentoni tra un lavoro ed un altro, variando spesso anche di settore di competenza
  • La nostra strada lavorativa l’avremmo anche individuata, ma purtroppo si sono susseguiti contratti a termine, non rinnovati, di qualche mese e da lì una sequela di datori di lavoro da organizzare sul CV
  • Siamo state in maternità e da lì, il nostro rientro nel mondo del lavoro è stato traumatico. Pur di tornare a lavoro e non rimanere chiuse in casa, abbiamo iniziato ad accettare un primo lavoro con una scadenza breve, e da lì, si è innescata una spirale di ‘lavoretti’ che ormai non ci abbandona
  • Siamo da 10 anni nella stessa azienda, ma abbiamo cambiato internamente così spesso, che sembra di esser saltati da un reparto all’altro senza criterio, ‘riempiendo buchi’ in organico tra una divisione ed un’altra

Per ora ci fermiamo ai 5 casi più comuni, che frequentemente ci vengono esposti dai nostri spesso lavoro Clienti o che effettivamente evidenziamo leggendo i loro CV  che ci vengono sottoposti a revisione. Ma le casistiche sono davvero infinite, accomunate tutte dalla stessa problematica ovvero, come ‘tranquillizzare’ il Recruiter, che nonostante i cambiamenti frequenti si possa rimanere un candidato valido ed affidabile.

Ovviamente, ogni situazione è a sé stante ed i Consulenti JoBBee in fase di Revisione e soprattutto di approfondimento telefonico del vostro profilo, analizzano caso per caso la soluzione migliore per valorizzare le vostre competenze ed il vostro percorso.

Vediamo qualche consiglio per valorizzare il Curriculum di chi ha cambiato spesso lavoro:

  • Troviamo un filo conduttore tra le diverse esperienze

Anche se nella vita abbiamo fatto esperienze che a primo impatto sembrano differenti, la nostra professionalità o il nostro modo di approcciare il mondo del lavoro è un filo conduttore. Per esempio, per anni abbiamo fatto risorse umane e poi un passaggio nel mondo delle vendite. Sembrano mondi opposti, eppure, non trovate che saper ‘vendere una posizione lavorativa’ ad un candidato è una forma di vendita?

  • Motiviamo, allegando una Lettera di Presentazione, il perché dei cambi frequenti

Un Curriculum, ricordiamo, è solamente un elenco cronologico delle esperienze formative foto curriculume lavorative che sono state effettuate. I contenuti che spiegano i diversi passaggi, scelte e dove si sta mirando con i prossimi obiettivi vanno inseriti in una Lettera di presentazione ben impostata che ‘motivi’ il perché di quello che il Recruiter andrà a leggere nel CV allegato

  • Cerchiamo di accorpare esperienze simili, definendo un ruolo ed elencando le realtà in cui abbiamo operato in tal senso

Magari nel corso degli anni abbiamo svolto il ruolo di Consulente Energetico per diverse aziende, con incarichi a breve termine e poi invece, per altrettanti anni, il ruolo di addetto alla Sicurezza. Piuttosto che elencare freddamente ogni ruolo, ripetuto più volte per le diverse aziende, sarebbe più proficuo riorganizzare riportando il ruolo e le diverse realtà (in elenco) che vi hanno visto operare in tal senso

  • Descriviamo solo esperienze lavorative concrete

Abbiamo sempre lavorato, ok, ma magari lavoretti occasionali durante gli studi, o lavori serali durante Master che frequentavamo ed altre attività del genere. Piuttosto che descriverle con lo stesso stile ed impostazione dell’esperienza da Manager che da anni, ormai, portiamo avanti, troviamo loro una sezione ad hoc ed una connotazione diversa all’interno del CV

Questi sono solo alcuni piccoli accorgimenti e spunti per inquadrare in modo diverso e cercare lavoro su internetrivedere i contenuti del vostro CV in modo più accattivante, nel caso in cui abbiate cambiato spesso lavoro. Se volete confrontarvi con noi, scrivete nei commenti oppure scriveteci una Email su info@jobbee.it, ricordandovi che è possibile già mettersi in lista per la riapertura dei nostri Servizi che avverrà nelle prossime settimane.

Dipendente o Libero Professionista? Ad ognuno il suo!

Il dilemma Dipendente o Libero Professionista  ha sfiorato sempre, almeno una volta nella Dipendentecarriera, ogni lavoratore. Certamente, negli ultimi anni la precarietà del mondo del lavoro ed il dover abbandonare l’idea del posto fisso così come l’hanno conosciuto i nostri genitori, ha incrementato la scelta dell’opzione Libero Professionista, o come i più moderni JoB Title suggeriscono  ‘Consultant’ o ‘Temporary Manager’.

Ma diciamoci la verità, quante persone hanno l’indole dell’imprenditore o ‘il coraggio’ per mettersi in proprio? E quanti dipendenti, hanno realmente il carattere per prestare servizio in una multinazionale per anni, facendo il reale interesse dell’azienda prima del proprio?

Certo, alcuni di voi potranno obiettare che, nel mondo di lavoro attuale, c’è poca possibilità di scelta in base all’inclinazione personale e, non c’è nulla di più sbagliato.

C’è sempre la possibilità di scelta, l’importante è avere le idee ben chiare su cosa si vuole fare, in base alla propria indole e alla propria predisposizione personale. Una corretta autoanalisi di cosa si vorrebbe fare nella vita, a livello di posizionamento/inquadramento è sempre fondamentale per districarsi al meglio nel mondo del lavoro e mirare i propri sforzi di ricerca.

come trovare lavoro su internetVogliamo chiarire che non c’è nessuna connotazione valoriale tra la posizione da Dipendente o da Libero Professionista. Che non si tratta di essere più o meno Cool  nell’essere uno o l’altro, ma che nella vita e magari anche in diversi momenti della propria carriera, si è più predisposti e portati in un senso piuttosto che in un altro.

Questo punto c’è sembrato doveroso da approfondire, perché sono tantissimi i clienti che nel ricollocarsi sul mercato del lavoro magari come dipendenti dopo anni nella stessa azienda, non sanno come approcciare la ricerca. La voglia di mettersi in proprio magari è tanta oppure si vuole rimanere in un contesto aziendale ben strutturato, ma non avendo trovato nulla di concreto si rivendono come Temporary Manager.

Partiamo da questo presupposto, nessuna posizione lavorativa ad oggi è più sicura di un’altra, né da Dipendente né da Libero Professionista affermato. Quindi, in quest’ottica, perché cercare di farsi andar bene qualcosa che occupa la maggior parte della nostra giornata e non cercare di dare il meglio in quello per cui ci sentiamo più portati?

Se non ci si prende in giro, ognuno di noi sa cosa vorrebbe fare della propria carriera e la crisi, si sa, aguzza l’ingegno! Gli scenari possibili sono molteplici:

  • Possiamo avere un carattere che ci porta a preferire sempre di sentirci parte di un lavoro su internettutto ed allora, è giusto investire i propri sforzi di ricerca di un nuovo lavoro perfezionando Curriculum/Lettera di Presentazione/Profilo Linkedin a prova di Software di Recruiting usati nelle multinazionali o mirando le nostre candidature a seguito di un mapping curato delle aziende che potrebbero essere interessate al nostro profilo
  • Anni in diversi contesti aziendali, svolgendo funzioni similari ma con responsabilità sempre crescenti ha fatto di noi un GURU in un dato settore. Tale professionalità, è appetibile per tantissime tipologie di aziende e, diciamoci la verità, le dipendenze ci hanno un po’ stancato. Vale la pena allora investire nella creazione di un nostro profilo Social/CV orientati a livello Consulenziale dove il perno su cui ruota il tutto sono le nostre competenze e professionalità, non un elenco di mansioni e ruoli ricoperti
  • Siamo confusi. Famiglia e retaggi culturali, ci portano a dover optare per un più sicuro posto fisso da dipendente, ma dopo mesi di ricerca, magari direttamente da casa perché il nostro datore di lavoro precedente ha chiuso, dobbiamo in qualche modo trovare occupazione, però non abbiamo proprio l’indole dell’imprenditore e non sapremmo da dove partire. Una buona idea, allora, è non piangersi addosso continuando a mandare CV a pioggia ma, magari, cercare di contattare società/agenzie o piccole aziende di professionisti del nostro stesso settore che sono riusciti ad avere successo mettendosi in proprio e che potrebbero considerare la nostra candidatura come ‘esperti’ di un dato settore per incrementare le fila del proprio Team

Le casistiche sono infinite, come ci dimostrano i due anni di consulenza al vostro fianco. Se volete confrontarvi con noi, scrivete nei commenti oppure scriveteci una Email su info@jobbee.it, ricordandovi che è possibile già mettersi in lista per la riapertura dei nostri Servizi che avverrà nelle prossime settimane.

Cosa è giusto condividere su Linkedin?

Web Reputation

Per quanto assurdo, in un’epoca contraddistinta dalla velocità e dal ‘facile interesse’ che Profilo Linkedinscema in un lampo, Linkedin (così come l’intero Web) ha memoria di quello che decidiamo di condividere con la rete.

Quello che un Recruiter valuta sul Profilo Linkedin di un candidato, non è solamente il suo Job Title, anni di esperienza, numero di collegamenti/gruppi ma, una volta richiesta la connessione, monitora anche gli aggiornamenti che si decide o meno di condividere con la rete di collegamenti.

lavoro su internetFondamentalmente, questo aspetto che può sembrare banale ed irrilevante come un semplice Click di condivisione di un pensiero o di una foto che ci ha fatto sorridere, è una delle chiavi di differenza tra Linkedin e Facebook, e di come spesso candidati, ma anche ‘addetti ai lavori’ quali Head Hunter e Recruiters, inficiano la loro credibilità sul Social professionale più potente al mondo.

Facciamo alcuni esempi pratici, tutti tratti dalla bacheca notizia odierna visualizzata tramite il nostro Profilo Linkedin di JoBBee, di cosa sarebbe stato meglio non condividere:

  • Un Recruiter, anche degno di nota è andato in vacanza. Per avvisare la sua rete decide di condividere la sua posa in costume davanti ad un bel bicchiere fresco di bianco con cui fa l’aperitivo.  Come pensate se lo possa immaginare un candidato che voleva inviargli il CV, per affidargli il proprio profilo?
  • Un profilo Manageriale (Top Manager di una delle più importanti multinazionali al mondo) esulta per la vittoria di ieri della Nazionale Azzurra Come trovare lavoropubblicando una foto di Conte e commentando ‘ Spagna di m***a avete avuto quello che meritavate’ . Un dipendente, soprattutto un dirigente, rappresenta sempre l’azienda a cui appartiene. Come potrebbe valutare questa espressione un Recruiter che magari voleva contattarvi per un Colloquio per una posizione interna alla sua azienda?
  • Una Social Media Manager di rispetto, che cerca da tempo , di emergere con il proprio Blog aumentando man mano la sua autorevolezza, decide che è giunto il momento di sponsorizzare il suo nuovo cambio smalto, con il colore di stagione pubblicando live l’immagine della sua Pedicure e della sua estetista. Pensate veramente che sia utile, per chi magari segue il suo Blog in ambito Digital questa informazione? E quanto può aumentare la sua credibilità e consapevolezza se lei stessa fa questo uso di un suo Profilo Social?

Questi sono soltanto i primi tre esempi che su una ventina di news della nostra Bacheca Linkedin JoBBee, sono apparsi stamattina, mixati ad innumerevoli condivisioni di aforismi motivazionali, elogi e ricordi di Bud Spencer in occasione della sua morte e qualche offerta di lavoro, news di finanza e tanto altro.

Web Reputation lavoroMai come in questo momento, va ricordato ai più che LINKEDIN NON E’ FACEBOOK. Attenzione! Non stiamo qui a sindacare in maniera moralistica se è giusto o sbagliato condividere alcune considerazioni o eventi della propria vita privata (come una pedicure) sul  Web, ma quanto sia vantaggioso farlo su una rete professionale come Linkedin, che è una vetrina sul mondo della nostra professionalità, affidabilità e serietà. Ovviamente al netto del fatto che si voglia usare Linkedin con questa finalità.

Sarebbe una bugia dire che il proprio Profilo Linkedin è l’unico elemento che deve essere valutato da un Head Hunter, ma anche da un candidato che vuole affidarsi ad un Recruiter. Così come in fase di Colloquio o in caso di invio di un Curriculum per una candidatura la persona viene valutata a 360° e ogni elemento concorre a creare un’immagine primaria di chi si ha di fronte.

Ad ogni tipo di condivisione, il suo Social!

Se Linkedin è una rete professionale, come non ci sogneremmo di andare in ufficio in

Profilo Linkedin di successo

ciabatte e pigiama o con un bicchierino di bianco all’orario dell’aperitivo, così è poco opportuno riportare l’immagine di tali situazioni sulla vetrina social della nostra professionalità.

Consigliamo quindi, di emergere dalle bacheche della nostra rete di collegamenti per Segnalazioni ricevute, condivisione di offerte di lavoro, articolo interessanti inerenti il campo di esperienza e tutto ciò che può far capire al  nostro collegamento, il coinvolgimento lavorativo e l’interesse per alcuni aspetti del nostro mestiere o della nostra proattività nella ricerca di un nuovo lavoro.

L’ansia da prestazione del Candidato: 5 miti da sfatare!

colloquio di lavoro

Ogni giorno i Consulenti JoBBee si imbattono nel Candidato che vive un costante stato di ansia:

cosa pensa un Selezionatore di me se dico/faccio questo su Linkedin o sul Curriculum ?!

Che sia quello che c’è scritto sul Profilo Linkedin o sul Curriculum o che sia in sede di Lettera di PresentazioneColloquio, quello che riscontriamo è che i candidati sono sempre più ’spaventati’ dalle interpretazioni degli Head Hunter su quanto dichiarano nelle loro candidature.

La cosa incredibile è che spesso si fanno errori grossolani a cui non si fa caso (errori grammaticali/immaginazioni errate/Job Title inesistenti) e poi ci si preoccupa che sulla propria Pagina Linkedin non appare il logo della azienda per cui si lavora.

Sicuramente è vero che la categoria dei Selezionatori  è  composta  da maniaci del dettaglio, non fosse altro, ma per sopravvivenza e quotidianità. Vedere una media di 70-100 CV al giorno ed almeno altrettanti Profili Linkedin, comporta una certa ‘formattazione’ mentale che in poco tempo conduce a valutare ogni aspetto di una candidatura, ma attenzione, solo quello che è rilevante in ottica di Selezione.

La chiave infatti, è proprio la RILEVANZA tra cosa è importante per un Recruiter e cosa non lo è. Molto spesso, questi elementi non conosciuti dai candidati, portano una gran confusione su cosa merita davvero cura al dettaglio e cosa invece può essere trascurato.

Ecco i 5 Miti da sfatare in merito all’ansia del candidato nell’invio CV:

  1. SELEZIONATORE ISPETTORE DERRICK: E’ vero che il recruiter viene colloquio di lavoroaddestrato a cogliere da piccoli particolari le competenze e le peculiarità dei candidato, ma non ha un body scanner incorporato quindi, rilassatevi! Quello che legge su Curriculum e/o Linkedin lo legge in modo neutro, ovvero non conoscendovi e con i propri filtri selettivi, voi invece lo leggete sapendo che quella frase messa lì serve a coprire una situazione poco gradevole nella vostra azienda attuale che ha portato una riduzione di mansione da qualche mese.
  2. ANSIA DA SINONIMI: sempre perché il candidato carica emotivamente la scrittura del Curriculum e l’invio dello stesso per una posizione lavorativa, sta mezz’ora a ragionare se sia meglio scrivere su Curriculum Management o Gestione. Si insinuano pensieri della serie ‘sono uno Specialist, quindi magari se scrivo Management il Recruiter penserà che faccio lo sborone’. Ecco siate sereni, il Selezionatore non ha tempo in qualche secondo di farsi queste ‘seghe mentali’ piuttosto presterà attenzione se siete da 15 anni Specialist, avete 48 anni e non avete fatto nessun avanzamento di carriera nella stessa azienda….
  3. NOTTI E NOTTI SULLA FOTO DA INSERIRE: Parliamoci chiaro, il Errori Curriculumretaggio che la foto sia importante su CV, soprattutto per alcune figure, è quello che è, ovvero un retaggio. Con l’avvento di Linkedin quello che fa fede è la foto profilo. Quindi, inutile cercare la foto da Oscar per il CV se poi inserite foto con lo sfondo del lago e birra in mano o capellino su Linkedin. Coerenza in tutto è la chiave del successo, anche nelle candidature. La foto va inserita su CV solo se espressamente richiesta da annuncio, il Selezionatore si soffermerà su questa solo se è fuori contesto (ritaglio della foto del matrimonio dove si intravede il velo, oppure dove siete venuti bene, secondo VOI, ma con il piatto vuoto sul tavolo dietro), facendosi una risata e facendo perdere credibilità ai contenuti espressi su CV/Linkedin. Quindi, il criterio è il buon senso, rimandando il tutto alla foto profilo Linkedin e lasciando concentrare il Selezionatore sui contenuti del Curriculum.
  4. PANICO DA PROFILO LINKEDIN PUBBLICO: Sia chiaro, Linkedin è la vostra vetrina professionale quindi è giusto che siate attenti a quello che viene pubblicato, ma tutto il mondo non ruota intorno al vostro profilo e non tutti i Recruiter del mondo sono lì in diretta a vedere che cosa state cambiando sul profilo. State sereni! Quindi, non entrate in panico se non avete inserito la sezione ‘Volontariato’ e magari lasciate ‘privato’ il Profilo finchè non lo completate. State certi, che il Recruiter sarà più attento ad i vostri passaggi di carriera che alla vostra partecipazione nel Sociale partecipando agli eventi dell’associazione ‘salva un cucciolo’
  5. IL RECRUITER POTREBBE SCOPRIRLO: non finiremo mai di ripetervelo, cerca lavoronoi Consulenti JoBBee che ogni fase di Selezione (dall’invio del Curriculum, alla gestione delle Telefonate post-Colloquio) è frutto di una relazione 50% – 50%. Quindi, spesso, per coprire delle lacune che per VOI potrebbero sembrare gravissime per un Selezionatore (ritardo di un anno nel conseguimento della Laurea o ‘buco’ di 6 mesi tra una esperienza lavorativa ed un’altra) si inventano dei voli pindarici sul Curriculum che fanno capire al Selezionatore che tali aspetti sono stati per voi dei veri drammi, caricati emotivamente e che lo porteranno ad approfondire in sede di Colloquio.

Quindi, per placare l’ansia da Selezione ogni candidato dovrebbe sempre considerare:

  • Il buon senso
  • Il fatto che il Recruiter non conosce in dettaglio il percorso professionale come lo conosce il candiato
  • Redigere Curriculum, Lettera di presentazione e Profilo Linkedin comprendendo che saranno le parole scelte ed il modo di scrivere a determinere cosa il Recruiter saprà di lui.

Risorse Umane che ‘rovinano’ la categoria: le 5 peggiori tipologie di Recruiter!

Ormai sta dilagando lo stereotipo dei Recruiter che non capiscono nulla di ‘enormi talentitrovare lavoro a 50 anniche gli passano per mano tramite CV oppure in Colloquio e candidati tutti validi ed eccezionali che non vengono compresi.

Lato Risorse Umane  si sta instaurando invece lo stereotipo opposto candidati non validi ed arroganti, che si presentano davanti al Recruiter che è invece onnisciente e riesce a capire il valore di ognuno da qualche secondo di interazione, che sia vis à vis oppure con il suo Curriculum.

Cerchiamo invece di sfatare alcuni miti o stereotipi come questi oggi e stavolta lo faremo lato Risorse Umane (Recruiter, Head Hunter, Selezionatori, HR Manager che siano) perché effettivamente, anche noi colleghi ci imbattiamo in specialisti del nostro settore che francamente rovinano la categoria.

sostenere colloquioInfatti, affrontate le problematiche dei candidati in fase di Colloquio, ricerca lavoro, invio CV e molto altro, oggi è il momento di riconoscere gli errori che effettivamente commettono alcuni Selezionatori che hanno portato i candidati, ahinoi, a fare di tutta l’erba un fascio, a creare lo stereotipo dei Selezionatori str**zi di default.

Secondo il Team di JoBBee ecco le 5 Tipologie di Recruiter che stanno rovinando la categoria Risorse Umane:

  1. L’Incompetente: come in tutti i mestieri del mondo, molti Recruiter fanno questo mestiere senza nessuna preparazione di tipo teorico-pratico, ma ‘inciampano’ in questa professione un po’ casualmente. Ma, come in tutte le professioni e soprattutto quando si sta decidendo del futuro lavorativo di una persona che dedicherà dalle 8 alle 10 ore al giorno a ricoprire un ruolo, l’impreparazione non DEVE essere permessa. Infatti, anche se di Risorse si tratta, il fattore Umano va sempre considerato in una Selezione ed inserire la ‘persona giusta al posto giusto’ è frutto solo di nozioni di natura psicologico-aziendale che vanno apprese a livello universitario e con pratica costante e non è sufficiente un Master di qualche mese, a volte anche solo di qualche settimana.
  2. L’Onnipotente: purtroppo si arriva a fare il Recruiter per vie diverse e, ad Colloquio di lavoroalcuni, il fatto di decidere del futuro della gente dall’altra parte di una scrivania, dà un po’ alla testa. Eccoci quindi di fronte al ragazzotto (o anche no) in giacca e cravatta che, in modo altezzoso e con bei paroloni confusi ad effetto, decidono di candidati che hanno anni di esperienza equivalenti alla sua anagrafica, senza capire molto della professione del candidato stesso. L’umiltà ed il ‘non dimenticare’ che la relazione in fase di Colloquio è tra individui a pari livello e che la valutazione è reciproca, è solo un vantaggio per essere scevri da ogni condizionamento al momento valutativo
  3. Il Frettoloso: qualunque contatto con il Candidato rappresenta la professionalità di un Recruiter, dall’invio di una Email, al contatto telefonico, al Colloquio e nulla va lasciato al caso o inviato/effettuato senza attenzione al dettaglio. Fior fiore di Head Hunter con titoli altisonanti e che poi nella Email sbagliano il nome del candidato, inviano un ‘Buona serata’ alle 11.30 del mattino e poi si lamentano dei candidati, veramente trasudano fretta e poca attenzione al candidato che di certo non fa loro onore
  4. Il Mal Capitato: nonostante ci sia un mondo di aspiranti HR e Recruiter a volte Lettera di Presentazionea questa professione ci si approda per dei cambi di organico, perché ‘non si trovava altro’ ma senza nessuna passione/interesse per questo mestiere. Come in tutte le professioni se non vengono fatte con trasporto, vengono trascinate approcciando i candidati con non curanza, superficialità e poca cura al rapporto umano
  5. Il Generalista: l’ultima categoria è composta da Recruiter che hanno fatto all’Università Scienze Politiche, due anni di Recupero Credito, un Master di una settimana in Risorse Umane ed ora fanno selezione per una interinale…insomma di tutto un po’! Esprimere giudizi sulle persone, con questi preamboli sicuramente è giusto che preoccupi i mal capitati candidati.

 

In che cosa consiste la Revisione del Curriculum? Cosa fa un CV Writer?

Il Servizio Top di JoBBee.it è di certo la Revisione del Curriculum. Tale attività, identifica CV Writeruna professionalità specifica, quella del CV WRITER che da anni caratterizza il mercato internazionale del lavoro.

La domanda dei più scettici in tal senso è solitamente ‘Perché pagare qualcuno per descrivere la mia professione?’

La riflessione è pertinente e ci fa comprendere anche i principi su cui si basa l’attività dei nostri CV Writers per descrivere anche in che cosa consiste il Servizio di Revisione Curriculum.

Un Cv Writer è un esperto in Risorse Umane, e nello specifico in Recruting/Selezione del Personale che, dopo anni di lettura costante e Screening di una media di 100 CV al giorno per le convocazioni a Colloquio, passa ad occuparsi di Analisi, Scrittura e impostazione CV seguendo gli stessi criteri con cui era portato a cestinare, oppure contattare le diverse candidature.

Delineiamo ora insieme, nello specifico cosa fa un CV Writer JoBBee al vostro Curriculum, dopo che ce lo avete inviato.

Distinguiamo innanzitutto tra ANALISI dell’efficacia di un CV (Gratis sul nostro sito) oppure la REVISIONE del Curriculum (a pagamento su JoBBee.it in base ai diversi anni di esperienza effettuati).

CurriculumL’Analisi del Curriculum: consiste nella Valutazione ed indetificazione degli elementi poco funzionali del Curriculum attuale di ogni candidato. E’ in pratica, la descrizione del motivo per cui un Selezionatore avrebbe scartato il vostro Curriculum (o lo avrebbe considerato meritevole di un approfondimento telefonico).  Nella Analisi descriviamo il se e come avvremmo considerato il Curriculum nel complesso, quali gli errori e le aree di miglioramento e secondo quali criteri.

Revisione Curriculum: Consiste nell’intervenire drasticamente e con una stesura integrale di un nuovo Curriculum prestando attenzione ai criteri di cui sopra che comprendono (Layout, Contenuti e disposizione degli stessi sul documento, individuazione delle aree/competenze a potenziale che meglio individuano il vostro percorso professionale, eliminazione di tutto quello che non è rilevante ai fini di una valutazione professionale, correzione grammaticale e linguistica, ecc. ecc.).

Vediamo ora insieme i Criteri Chiave su cui si fonda l’attività di un CV Writer e di conseguenza le strategie impiegate nel Servizio di Revisione Curriculum. Considerando in linea generale che:

  • Un Curriculum non è una Biografia (non si deve raccontare tutto ma soloCurriculum gli aspetti interessanti in fase di Selezione)
  • Non esiste un formato Perfetto (il concetto di giusto o sbagliato si deve declinare in base al destinatario del CV, alle caratteristiche della professionalità e del percorso di carriera del candidato)
  • Non si supera la pagina (il selezionatore capisce se contattarvi o meno in 10 secondi, più elementi superflui inserirete, meno vi capirà. In rari casi, si può sforare in una pagina e mezza, ma se ben espresso e delineato una carriera di oltre 30 anni si può descrivere con completezza e professionalità, se a farlo è un professionista in questa attività)
  • Devi saper vendere il prodotto più difficile di tutti, la tua professionalità (a parità di percorsi e di competenza con altri candidati con un ruolo simile al tuo, in cosa ti differenzi? Come si possono valorizzarle al meglio le tue capacità specifiche?)

La Strutturazione del Curriculum durante una Revisione, costa di 4 parti principali:

1° Parte: ANAGRAFICA

Deve riportare tutte le informazioni inerenti il Nome, la residenza/domicilio (collocarti geograficamente rispetto all’offerta di lavoro è fondametale), Età (il Selezionatore deve sempre contestualizzare temporalmente la tua carriera/esperienza) , recapiti di contatto (Email, telefono e Linkedin)

2° Parte:  ESPERIENZE PROFESSIONALI

Errori curriculum 1E’ il momento in cui ti stai giocando tutto, professionalmente parlando, quindi devi: individuare il Job Title che meglio descrive le tue mansioni (attenzione, non come il tuo ruolo viene chiamato in azienda ma come un Head Hunter ricerca qualcuno come te a livello internazionale).  Specificare per parole – chiave ed in modo corretto le attività e mansioni che si svolgono quotidianamente in modo sintetico (attenzione, non descrivere quello che si fa tutti i giorni ma indicarlo come vorrebbe/capirebbe un Recruiter che fa di base un mestiere che non è il tuo).  Indicare i risultati raggiunti solo se tangibili e riscontrabili numericamente (scrivere ho protato avanti con successo un progetto, non dice granché)

3° Parte:  ISTRUZIONE

Esistono delle regole ben precise nell’indicare il conseguimento di successi accademici e percorsi formativi. Inutile riportare tutto: nomi di tesi, esami conseguiti, argomenti principali (a meno che non si sia Neo-laureati). Idem, per i Corsi, a meno che non siano significativi (MBA, MASTER, LINGUE) hanno poco senso se riguardano quelli di routine come il Primo Soccorso e la Sicurezza sul Lavoro. Le regole per indicare correttamente la propria istruzione prevedono: Nome Istituto, Anno di Conseguimento, Titolo Conseguito, Votazione (solo nel caso delle eccellenze).

4° Parte: COMPETENZE ACCESSORIE (LINGUISTICHE /IT)

In questa sezione è il trionfo della fantasia e dell’opulenza sui CV dei nostri Clienti. C’è chi lavoro cv ingleseaggiunge ‘italiano madrelingua’ nonostante si chiama Gennaro Esposito nato e vissuto a Napoli da generazioni, per far vedere che parla una lingua in più oltre all’Inglese, rigorosamente Base. Idem, per le competenze IT, dove a volte vengono annoverate ormai competenze di uso comune come l’uso quotidiano dello Smartphone. Un consiglio spassionato è quello di ripulire il vostro Curriculum da tali ‘perle’ pena, lo scarto dell’intera candidatura nonostante una valutazione sommariamente positiva.

Ovviamente, all’occorrenza è possibile inserire, per percorsi professionali specifici sezioni ad hoc (esperienze marginali e precedenti/progetti speciali/volontariato) ma solo da valutare nel complesso dell’intero documento che ricordiamo sempre deve essere: Pulito, Facile da leggere, essere lineare ad un primo sguardo, riportare solo informazioni importanti per il selezionatore (non quelle che il candidato ritiene importanti), saper descrivere con la giusta carica (che non deve mai essere superbia/pomposità) le proprie capacità.

Se volete scoprire di più sul mondo della Revisione CV, o farci analizzare GRATUITAMENTE il vostro Curriculum, visitate il nostro sito www.jobbee.it o scriveteci a info@jobbee.it !