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Cosa è giusto condividere su Linkedin?

Web Reputation

Per quanto assurdo, in un’epoca contraddistinta dalla velocità e dal ‘facile interesse’ che Profilo Linkedinscema in un lampo, Linkedin (così come l’intero Web) ha memoria di quello che decidiamo di condividere con la rete.

Quello che un Recruiter valuta sul Profilo Linkedin di un candidato, non è solamente il suo Job Title, anni di esperienza, numero di collegamenti/gruppi ma, una volta richiesta la connessione, monitora anche gli aggiornamenti che si decide o meno di condividere con la rete di collegamenti.

lavoro su internetFondamentalmente, questo aspetto che può sembrare banale ed irrilevante come un semplice Click di condivisione di un pensiero o di una foto che ci ha fatto sorridere, è una delle chiavi di differenza tra Linkedin e Facebook, e di come spesso candidati, ma anche ‘addetti ai lavori’ quali Head Hunter e Recruiters, inficiano la loro credibilità sul Social professionale più potente al mondo.

Facciamo alcuni esempi pratici, tutti tratti dalla bacheca notizia odierna visualizzata tramite il nostro Profilo Linkedin di JoBBee, di cosa sarebbe stato meglio non condividere:

  • Un Recruiter, anche degno di nota è andato in vacanza. Per avvisare la sua rete decide di condividere la sua posa in costume davanti ad un bel bicchiere fresco di bianco con cui fa l’aperitivo.  Come pensate se lo possa immaginare un candidato che voleva inviargli il CV, per affidargli il proprio profilo?
  • Un profilo Manageriale (Top Manager di una delle più importanti multinazionali al mondo) esulta per la vittoria di ieri della Nazionale Azzurra Come trovare lavoropubblicando una foto di Conte e commentando ‘ Spagna di m***a avete avuto quello che meritavate’ . Un dipendente, soprattutto un dirigente, rappresenta sempre l’azienda a cui appartiene. Come potrebbe valutare questa espressione un Recruiter che magari voleva contattarvi per un Colloquio per una posizione interna alla sua azienda?
  • Una Social Media Manager di rispetto, che cerca da tempo , di emergere con il proprio Blog aumentando man mano la sua autorevolezza, decide che è giunto il momento di sponsorizzare il suo nuovo cambio smalto, con il colore di stagione pubblicando live l’immagine della sua Pedicure e della sua estetista. Pensate veramente che sia utile, per chi magari segue il suo Blog in ambito Digital questa informazione? E quanto può aumentare la sua credibilità e consapevolezza se lei stessa fa questo uso di un suo Profilo Social?

Questi sono soltanto i primi tre esempi che su una ventina di news della nostra Bacheca Linkedin JoBBee, sono apparsi stamattina, mixati ad innumerevoli condivisioni di aforismi motivazionali, elogi e ricordi di Bud Spencer in occasione della sua morte e qualche offerta di lavoro, news di finanza e tanto altro.

Web Reputation lavoroMai come in questo momento, va ricordato ai più che LINKEDIN NON E’ FACEBOOK. Attenzione! Non stiamo qui a sindacare in maniera moralistica se è giusto o sbagliato condividere alcune considerazioni o eventi della propria vita privata (come una pedicure) sul  Web, ma quanto sia vantaggioso farlo su una rete professionale come Linkedin, che è una vetrina sul mondo della nostra professionalità, affidabilità e serietà. Ovviamente al netto del fatto che si voglia usare Linkedin con questa finalità.

Sarebbe una bugia dire che il proprio Profilo Linkedin è l’unico elemento che deve essere valutato da un Head Hunter, ma anche da un candidato che vuole affidarsi ad un Recruiter. Così come in fase di Colloquio o in caso di invio di un Curriculum per una candidatura la persona viene valutata a 360° e ogni elemento concorre a creare un’immagine primaria di chi si ha di fronte.

Ad ogni tipo di condivisione, il suo Social!

Se Linkedin è una rete professionale, come non ci sogneremmo di andare in ufficio in

Profilo Linkedin di successo

ciabatte e pigiama o con un bicchierino di bianco all’orario dell’aperitivo, così è poco opportuno riportare l’immagine di tali situazioni sulla vetrina social della nostra professionalità.

Consigliamo quindi, di emergere dalle bacheche della nostra rete di collegamenti per Segnalazioni ricevute, condivisione di offerte di lavoro, articolo interessanti inerenti il campo di esperienza e tutto ciò che può far capire al  nostro collegamento, il coinvolgimento lavorativo e l’interesse per alcuni aspetti del nostro mestiere o della nostra proattività nella ricerca di un nuovo lavoro.

L’ansia da prestazione del Candidato: 5 miti da sfatare!

colloquio di lavoro

Ogni giorno i Consulenti JoBBee si imbattono nel Candidato che vive un costante stato di ansia:

cosa pensa un Selezionatore di me se dico/faccio questo su Linkedin o sul Curriculum ?!

Che sia quello che c’è scritto sul Profilo Linkedin o sul Curriculum o che sia in sede di Lettera di PresentazioneColloquio, quello che riscontriamo è che i candidati sono sempre più ’spaventati’ dalle interpretazioni degli Head Hunter su quanto dichiarano nelle loro candidature.

La cosa incredibile è che spesso si fanno errori grossolani a cui non si fa caso (errori grammaticali/immaginazioni errate/Job Title inesistenti) e poi ci si preoccupa che sulla propria Pagina Linkedin non appare il logo della azienda per cui si lavora.

Sicuramente è vero che la categoria dei Selezionatori  è  composta  da maniaci del dettaglio, non fosse altro, ma per sopravvivenza e quotidianità. Vedere una media di 70-100 CV al giorno ed almeno altrettanti Profili Linkedin, comporta una certa ‘formattazione’ mentale che in poco tempo conduce a valutare ogni aspetto di una candidatura, ma attenzione, solo quello che è rilevante in ottica di Selezione.

La chiave infatti, è proprio la RILEVANZA tra cosa è importante per un Recruiter e cosa non lo è. Molto spesso, questi elementi non conosciuti dai candidati, portano una gran confusione su cosa merita davvero cura al dettaglio e cosa invece può essere trascurato.

Ecco i 5 Miti da sfatare in merito all’ansia del candidato nell’invio CV:

  1. SELEZIONATORE ISPETTORE DERRICK: E’ vero che il recruiter viene colloquio di lavoroaddestrato a cogliere da piccoli particolari le competenze e le peculiarità dei candidato, ma non ha un body scanner incorporato quindi, rilassatevi! Quello che legge su Curriculum e/o Linkedin lo legge in modo neutro, ovvero non conoscendovi e con i propri filtri selettivi, voi invece lo leggete sapendo che quella frase messa lì serve a coprire una situazione poco gradevole nella vostra azienda attuale che ha portato una riduzione di mansione da qualche mese.
  2. ANSIA DA SINONIMI: sempre perché il candidato carica emotivamente la scrittura del Curriculum e l’invio dello stesso per una posizione lavorativa, sta mezz’ora a ragionare se sia meglio scrivere su Curriculum Management o Gestione. Si insinuano pensieri della serie ‘sono uno Specialist, quindi magari se scrivo Management il Recruiter penserà che faccio lo sborone’. Ecco siate sereni, il Selezionatore non ha tempo in qualche secondo di farsi queste ‘seghe mentali’ piuttosto presterà attenzione se siete da 15 anni Specialist, avete 48 anni e non avete fatto nessun avanzamento di carriera nella stessa azienda….
  3. NOTTI E NOTTI SULLA FOTO DA INSERIRE: Parliamoci chiaro, il Errori Curriculumretaggio che la foto sia importante su CV, soprattutto per alcune figure, è quello che è, ovvero un retaggio. Con l’avvento di Linkedin quello che fa fede è la foto profilo. Quindi, inutile cercare la foto da Oscar per il CV se poi inserite foto con lo sfondo del lago e birra in mano o capellino su Linkedin. Coerenza in tutto è la chiave del successo, anche nelle candidature. La foto va inserita su CV solo se espressamente richiesta da annuncio, il Selezionatore si soffermerà su questa solo se è fuori contesto (ritaglio della foto del matrimonio dove si intravede il velo, oppure dove siete venuti bene, secondo VOI, ma con il piatto vuoto sul tavolo dietro), facendosi una risata e facendo perdere credibilità ai contenuti espressi su CV/Linkedin. Quindi, il criterio è il buon senso, rimandando il tutto alla foto profilo Linkedin e lasciando concentrare il Selezionatore sui contenuti del Curriculum.
  4. PANICO DA PROFILO LINKEDIN PUBBLICO: Sia chiaro, Linkedin è la vostra vetrina professionale quindi è giusto che siate attenti a quello che viene pubblicato, ma tutto il mondo non ruota intorno al vostro profilo e non tutti i Recruiter del mondo sono lì in diretta a vedere che cosa state cambiando sul profilo. State sereni! Quindi, non entrate in panico se non avete inserito la sezione ‘Volontariato’ e magari lasciate ‘privato’ il Profilo finchè non lo completate. State certi, che il Recruiter sarà più attento ad i vostri passaggi di carriera che alla vostra partecipazione nel Sociale partecipando agli eventi dell’associazione ‘salva un cucciolo’
  5. IL RECRUITER POTREBBE SCOPRIRLO: non finiremo mai di ripetervelo, cerca lavoronoi Consulenti JoBBee che ogni fase di Selezione (dall’invio del Curriculum, alla gestione delle Telefonate post-Colloquio) è frutto di una relazione 50% – 50%. Quindi, spesso, per coprire delle lacune che per VOI potrebbero sembrare gravissime per un Selezionatore (ritardo di un anno nel conseguimento della Laurea o ‘buco’ di 6 mesi tra una esperienza lavorativa ed un’altra) si inventano dei voli pindarici sul Curriculum che fanno capire al Selezionatore che tali aspetti sono stati per voi dei veri drammi, caricati emotivamente e che lo porteranno ad approfondire in sede di Colloquio.

Quindi, per placare l’ansia da Selezione ogni candidato dovrebbe sempre considerare:

  • Il buon senso
  • Il fatto che il Recruiter non conosce in dettaglio il percorso professionale come lo conosce il candiato
  • Redigere Curriculum, Lettera di presentazione e Profilo Linkedin comprendendo che saranno le parole scelte ed il modo di scrivere a determinere cosa il Recruiter saprà di lui.

Risorse Umane che ‘rovinano’ la categoria: le 5 peggiori tipologie di Recruiter!

Ormai sta dilagando lo stereotipo dei Recruiter che non capiscono nulla di ‘enormi talentitrovare lavoro a 50 anniche gli passano per mano tramite CV oppure in Colloquio e candidati tutti validi ed eccezionali che non vengono compresi.

Lato Risorse Umane  si sta instaurando invece lo stereotipo opposto candidati non validi ed arroganti, che si presentano davanti al Recruiter che è invece onnisciente e riesce a capire il valore di ognuno da qualche secondo di interazione, che sia vis à vis oppure con il suo Curriculum.

Cerchiamo invece di sfatare alcuni miti o stereotipi come questi oggi e stavolta lo faremo lato Risorse Umane (Recruiter, Head Hunter, Selezionatori, HR Manager che siano) perché effettivamente, anche noi colleghi ci imbattiamo in specialisti del nostro settore che francamente rovinano la categoria.

sostenere colloquioInfatti, affrontate le problematiche dei candidati in fase di Colloquio, ricerca lavoro, invio CV e molto altro, oggi è il momento di riconoscere gli errori che effettivamente commettono alcuni Selezionatori che hanno portato i candidati, ahinoi, a fare di tutta l’erba un fascio, a creare lo stereotipo dei Selezionatori str**zi di default.

Secondo il Team di JoBBee ecco le 5 Tipologie di Recruiter che stanno rovinando la categoria Risorse Umane:

  1. L’Incompetente: come in tutti i mestieri del mondo, molti Recruiter fanno questo mestiere senza nessuna preparazione di tipo teorico-pratico, ma ‘inciampano’ in questa professione un po’ casualmente. Ma, come in tutte le professioni e soprattutto quando si sta decidendo del futuro lavorativo di una persona che dedicherà dalle 8 alle 10 ore al giorno a ricoprire un ruolo, l’impreparazione non DEVE essere permessa. Infatti, anche se di Risorse si tratta, il fattore Umano va sempre considerato in una Selezione ed inserire la ‘persona giusta al posto giusto’ è frutto solo di nozioni di natura psicologico-aziendale che vanno apprese a livello universitario e con pratica costante e non è sufficiente un Master di qualche mese, a volte anche solo di qualche settimana.
  2. L’Onnipotente: purtroppo si arriva a fare il Recruiter per vie diverse e, ad Colloquio di lavoroalcuni, il fatto di decidere del futuro della gente dall’altra parte di una scrivania, dà un po’ alla testa. Eccoci quindi di fronte al ragazzotto (o anche no) in giacca e cravatta che, in modo altezzoso e con bei paroloni confusi ad effetto, decidono di candidati che hanno anni di esperienza equivalenti alla sua anagrafica, senza capire molto della professione del candidato stesso. L’umiltà ed il ‘non dimenticare’ che la relazione in fase di Colloquio è tra individui a pari livello e che la valutazione è reciproca, è solo un vantaggio per essere scevri da ogni condizionamento al momento valutativo
  3. Il Frettoloso: qualunque contatto con il Candidato rappresenta la professionalità di un Recruiter, dall’invio di una Email, al contatto telefonico, al Colloquio e nulla va lasciato al caso o inviato/effettuato senza attenzione al dettaglio. Fior fiore di Head Hunter con titoli altisonanti e che poi nella Email sbagliano il nome del candidato, inviano un ‘Buona serata’ alle 11.30 del mattino e poi si lamentano dei candidati, veramente trasudano fretta e poca attenzione al candidato che di certo non fa loro onore
  4. Il Mal Capitato: nonostante ci sia un mondo di aspiranti HR e Recruiter a volte Lettera di Presentazionea questa professione ci si approda per dei cambi di organico, perché ‘non si trovava altro’ ma senza nessuna passione/interesse per questo mestiere. Come in tutte le professioni se non vengono fatte con trasporto, vengono trascinate approcciando i candidati con non curanza, superficialità e poca cura al rapporto umano
  5. Il Generalista: l’ultima categoria è composta da Recruiter che hanno fatto all’Università Scienze Politiche, due anni di Recupero Credito, un Master di una settimana in Risorse Umane ed ora fanno selezione per una interinale…insomma di tutto un po’! Esprimere giudizi sulle persone, con questi preamboli sicuramente è giusto che preoccupi i mal capitati candidati.

 

In che cosa consiste la Revisione del Curriculum? Cosa fa un CV Writer?

Il Servizio Top di JoBBee.it è di certo la Revisione del Curriculum. Tale attività, identifica CV Writeruna professionalità specifica, quella del CV WRITER che da anni caratterizza il mercato internazionale del lavoro.

La domanda dei più scettici in tal senso è solitamente ‘Perché pagare qualcuno per descrivere la mia professione?’

La riflessione è pertinente e ci fa comprendere anche i principi su cui si basa l’attività dei nostri CV Writers per descrivere anche in che cosa consiste il Servizio di Revisione Curriculum.

Un Cv Writer è un esperto in Risorse Umane, e nello specifico in Recruting/Selezione del Personale che, dopo anni di lettura costante e Screening di una media di 100 CV al giorno per le convocazioni a Colloquio, passa ad occuparsi di Analisi, Scrittura e impostazione CV seguendo gli stessi criteri con cui era portato a cestinare, oppure contattare le diverse candidature.

Delineiamo ora insieme, nello specifico cosa fa un CV Writer JoBBee al vostro Curriculum, dopo che ce lo avete inviato.

Distinguiamo innanzitutto tra ANALISI dell’efficacia di un CV (Gratis sul nostro sito) oppure la REVISIONE del Curriculum (a pagamento su JoBBee.it in base ai diversi anni di esperienza effettuati).

CurriculumL’Analisi del Curriculum: consiste nella Valutazione ed indetificazione degli elementi poco funzionali del Curriculum attuale di ogni candidato. E’ in pratica, la descrizione del motivo per cui un Selezionatore avrebbe scartato il vostro Curriculum (o lo avrebbe considerato meritevole di un approfondimento telefonico).  Nella Analisi descriviamo il se e come avvremmo considerato il Curriculum nel complesso, quali gli errori e le aree di miglioramento e secondo quali criteri.

Revisione Curriculum: Consiste nell’intervenire drasticamente e con una stesura integrale di un nuovo Curriculum prestando attenzione ai criteri di cui sopra che comprendono (Layout, Contenuti e disposizione degli stessi sul documento, individuazione delle aree/competenze a potenziale che meglio individuano il vostro percorso professionale, eliminazione di tutto quello che non è rilevante ai fini di una valutazione professionale, correzione grammaticale e linguistica, ecc. ecc.).

Vediamo ora insieme i Criteri Chiave su cui si fonda l’attività di un CV Writer e di conseguenza le strategie impiegate nel Servizio di Revisione Curriculum. Considerando in linea generale che:

  • Un Curriculum non è una Biografia (non si deve raccontare tutto ma soloCurriculum gli aspetti interessanti in fase di Selezione)
  • Non esiste un formato Perfetto (il concetto di giusto o sbagliato si deve declinare in base al destinatario del CV, alle caratteristiche della professionalità e del percorso di carriera del candidato)
  • Non si supera la pagina (il selezionatore capisce se contattarvi o meno in 10 secondi, più elementi superflui inserirete, meno vi capirà. In rari casi, si può sforare in una pagina e mezza, ma se ben espresso e delineato una carriera di oltre 30 anni si può descrivere con completezza e professionalità, se a farlo è un professionista in questa attività)
  • Devi saper vendere il prodotto più difficile di tutti, la tua professionalità (a parità di percorsi e di competenza con altri candidati con un ruolo simile al tuo, in cosa ti differenzi? Come si possono valorizzarle al meglio le tue capacità specifiche?)

La Strutturazione del Curriculum durante una Revisione, costa di 4 parti principali:

1° Parte: ANAGRAFICA

Deve riportare tutte le informazioni inerenti il Nome, la residenza/domicilio (collocarti geograficamente rispetto all’offerta di lavoro è fondametale), Età (il Selezionatore deve sempre contestualizzare temporalmente la tua carriera/esperienza) , recapiti di contatto (Email, telefono e Linkedin)

2° Parte:  ESPERIENZE PROFESSIONALI

Errori curriculum 1E’ il momento in cui ti stai giocando tutto, professionalmente parlando, quindi devi: individuare il Job Title che meglio descrive le tue mansioni (attenzione, non come il tuo ruolo viene chiamato in azienda ma come un Head Hunter ricerca qualcuno come te a livello internazionale).  Specificare per parole – chiave ed in modo corretto le attività e mansioni che si svolgono quotidianamente in modo sintetico (attenzione, non descrivere quello che si fa tutti i giorni ma indicarlo come vorrebbe/capirebbe un Recruiter che fa di base un mestiere che non è il tuo).  Indicare i risultati raggiunti solo se tangibili e riscontrabili numericamente (scrivere ho protato avanti con successo un progetto, non dice granché)

3° Parte:  ISTRUZIONE

Esistono delle regole ben precise nell’indicare il conseguimento di successi accademici e percorsi formativi. Inutile riportare tutto: nomi di tesi, esami conseguiti, argomenti principali (a meno che non si sia Neo-laureati). Idem, per i Corsi, a meno che non siano significativi (MBA, MASTER, LINGUE) hanno poco senso se riguardano quelli di routine come il Primo Soccorso e la Sicurezza sul Lavoro. Le regole per indicare correttamente la propria istruzione prevedono: Nome Istituto, Anno di Conseguimento, Titolo Conseguito, Votazione (solo nel caso delle eccellenze).

4° Parte: COMPETENZE ACCESSORIE (LINGUISTICHE /IT)

In questa sezione è il trionfo della fantasia e dell’opulenza sui CV dei nostri Clienti. C’è chi lavoro cv ingleseaggiunge ‘italiano madrelingua’ nonostante si chiama Gennaro Esposito nato e vissuto a Napoli da generazioni, per far vedere che parla una lingua in più oltre all’Inglese, rigorosamente Base. Idem, per le competenze IT, dove a volte vengono annoverate ormai competenze di uso comune come l’uso quotidiano dello Smartphone. Un consiglio spassionato è quello di ripulire il vostro Curriculum da tali ‘perle’ pena, lo scarto dell’intera candidatura nonostante una valutazione sommariamente positiva.

Ovviamente, all’occorrenza è possibile inserire, per percorsi professionali specifici sezioni ad hoc (esperienze marginali e precedenti/progetti speciali/volontariato) ma solo da valutare nel complesso dell’intero documento che ricordiamo sempre deve essere: Pulito, Facile da leggere, essere lineare ad un primo sguardo, riportare solo informazioni importanti per il selezionatore (non quelle che il candidato ritiene importanti), saper descrivere con la giusta carica (che non deve mai essere superbia/pomposità) le proprie capacità.

Se volete scoprire di più sul mondo della Revisione CV, o farci analizzare GRATUITAMENTE il vostro Curriculum, visitate il nostro sito www.jobbee.it o scriveteci a info@jobbee.it !

Inserire o meno l’età sul Curriculum?

Il Team di JoBBee analizza circa 100 CV al giorno e ne revisiona almeno la metà. Nella trovare lavoro a 50 annimaggior parte di essi, uno degli errori più ricorrenti o degli aspetti che continuamente mettiamo in risalto nelle nostre Analisi/Revisioni è che superati i 45 anni, i candidati tendono ad omettere o ad inserire la data di nascita in calce al Curriculum.

Parliamoci sinceramente.  Siete certi che ‘costringere’ il Selezionatore a leggere tutte le vostre competenze, carriera, percorsi professionali senza contestualizzarli in relazione all’età, sia una buona mossa?

Pensateci bene, le casistiche sono differenti. Se ci mettiamo nei panni del Selezionatore, può succedere che:

  • Se sto seguendo una selezione per un Cliente Esterno e mi ha richiesto un profilo con meno di 50 anni, come conditio sine qua non, posso anche leggere che il candidato che mi ha inviato il CV ha una carriera invidiabile, ma dovrò scartarlo
  • Sto leggendo il Curriculum di un candidato, il percorso mi sembra eccellente ma analisi curriculum gratuitanon riesco ad inquadrare subito se è stato fatto nei giusti tempi (Laurea, corsi, master, anni di esperienza). Esempio, il candidato è uno Specialist da 5 anni, bene, ma leggo alla fine del CV che ha 56 anni. Forse allora non è quel candidato a potenziale che mi aspettavo
  • Leggo tutte le esperienze del candidato sul Curriculum, inserisce tutto ‘al posto giusto’ : un incipit con contatti, residenza, poi il percorso di carriera ben delineato ed i suoi studi, ma all’ultimo, come se volesse nascondermela, ecco spuntare l’età. A questo punto, penso che sia più un problema per lui che per me, tanto da farsi conoscere sul Curriculum nascondendomi un aspetto importante come la sua età.

Questi, sono solo tre esempi di come un Selezionatore può reagire davanti ad un Curriculum per ciò che concerne l’anagrafica.

Ora, capiamo benissimo tutte le polemiche del caso. Non entriamo nel merito del dibattito trovare lavorodi come il mercato del lavoro sia troppo orientato ai giovani Manager brillanti di 25 anni con 4 lingue parlate e due Master MBA, non è questa la sede e non è nostra politica fare polemica ma parlare di soluzioni. Di certo, inserire l’età in calce al Curriculum, o addirittura non citarla aspettando che il Selezionatore ci chiami per chiedercela, con l’idea che ‘almeno ci ha chiamato’ non cambia il risultato: ovvero essere scartati se la nostra anagrafica non è in linea con la ricerca. Ad ognuno il suo posto.

Non è discriminazione, non è da vedere sempre e solo sul personale. L’età, come la residenza, il possesso o meno di un Master e/o della Laurea, la mancata conoscenza di una lingua, la provenienza o meno da un settore sono dei criteri di ricerca, opinabili o meno che vengono presi in considerazione in ogni Selezione.

Perchè Curriculum con JoBBee.itIl fatto di non essere idonei per una Selezione, non vuol dire che non lo si sarà per nessuna altra posizione al mondo.  Magari i campi si restringono, le posizioni sono centellinate, ma il posto giusto per noi ci sarà, basta cercarlo con gli strumenti giusti, che evidenziano la nostra persona e professionalità. Curriculum, Lettera di Presentazione, Linkedin e tanto altro, non devono essere scritti contenendo quello che un Selezionatore si attende omettendo od oscurando le presunte lacune del nostro percorso, ma vanno elaborati rendendo al meglio le proprie potenzialità, la propria carriera senza omettere nulla che tanto prima o poi verrà scoperto. Essere scartati prima o dopo, fa differenza? Meglio essere certi che se si è chiamati dopo l’invio di un CV, lo si è perché siamo in linea con quello che il Recruiter stava cercando, piuttosto che restare con il magone quando, non appena diremmo la nostra età che abbiamo omesso, la telefonata andrà giù.

Selezionatori e candidati: perché questi due mondi non si capiscono?

sostenere colloquio

Come in tutte le relazioni che si possono instaurare nella vita, il successo o meno delle cerca lavorostesse è dato da quanto i due o più interlocutori parlino la stessa lingua.Semplicemente, non possiamo parlare francese ad un cinese, che non ne ha nozione e pensare che questo capisca. Così come è vero l’esatto contrario. I dialoghi tra Selezionatori e candidati (che sia mediante l’invio di un Curriculum, Lettera di Presentazione, Colloquio) soffrono della stessa problematica e non sono esenti da incomprensioni, proprio per questo.

Andiamo al nocciolo della questione. Un Selezionatore, Head Hunter, Recruiter, HR Manager che si voglia è un professionista con un suo proprio linguaggio, metodo di lavoro, modus operandi appreso sul campo oppure con una base (auspicabile) di preparazione accademica, in Psicologia del Lavoro/Formazione. Attività come Screening del CV, cerca lavoroTecniche di gestione del Colloquio (in Assessment di gruppo o in individuale), Valutazione delle Competenze e molto altro sono tutte strategie che hanno una propria dinamica, strumentazione e conoscenze che i Selezionatori devono avere per riuscire in poco tempo a comprendere le potenzialità del candidato ed inquadrarlo.

Lato candidato invece, inviare un Curriculum, una Lettera di Presentazione, affrontare un Colloquio di lavoro mette in atto delle dinamiche ben diverse, che non si ancorano a procedimenti, teorie psicologiche o tecniche, ma semplicemente al presentarsi al meglio (personalmente e professionalmente) per ottenere un posto di lavoro.

Queste differenti prospettive, implicano che i due, nella stessa relazione stiano investendo dinamiche differenti, intenzioni differenti e strategie differenti, seppur il motivo per cui sono in contatto è affine: ricoprire un ruolo professionale, offrire una professionalità.

Ecco perché esistono e sono fondamentali Servizi di Revisione come quelli di JoBBee, così da poter tradurre da esperti in Risorse Umane quello che vuole esprimere un candidato di se e della sua carriera ad un Recruiter.

Infatti, prescindendo da professionalità o meno di entrambi gli attori principali (non Lettera di Presentazionepossono essere tutti gli HR incompetenti e tutti i candidati non validi) molti Colloqui, Selezioni o invio di CV, avrebbero più successo se alcuni errori venissero evitati da ambo le parti.

Se un candidato, esprimesse sempre in modo, chiaro, semplice, non in modo tecnico ma lineare il proprio percorso professionale ed accademico sul Cv, utilizzando la Lettera di Presentazione come strumento contenutistico per esprimere in partenza chiarimenti su lacune del Curriculum, percorsi intrapresi e prospettive future, sicuramente riceverebbe più contatti.

Se un Selezionatore, riuscisse ad individuare durante un Colloquio, o nella lettura di un Curriculum mansioni ed attività espresse in modo lineare, universale, riconoscibile e non si imbattesse in CV mal impostati, tutti uguali in un discutibile formato Europeo, dove non riesce a cogliere il percorso di carriera questo può portare solo a scartare quel Curriculum/quel candidato e passare ad uno che ha saputo esprimere la sua professionalità nel modo in cui avrebbe voluto leggerlo.

Il vostro Curriculum e Lettera di Presentazione, o Profilo Linkedin, o il vostro modo di porvi in Colloquio, passerebbero la valutazione di un Recruiter? Fallo valutare, gratuitamente dai nostri esperti inviandoci CV e Lettera di Presentazione sul nostro sito, mediante l’Analisi Gratuita di entrambi.