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Essere o non essere se stessi in un Colloquio?

colloquio di lavoro

Oggi sfatiamo qualche mito. Siamo tra noi, quindi possiamo confessarci degli ‘scomodi’ ansia colloquioaspetti che ci fanno vivere male i colloqui di lavoro o entrare in ansia nelle fasi successive in cui lo si è sostenuto per paura di quello che abbiamo detto e di ‘come siamo andati’.

Le domande che i nostri utenti ci rivolgono in tema ‘Colloquio di lavoro’, sono le più disparate, ma di certo quello che le accomuna e non aver compreso che chi è dall’altra parte della scrivania a porvi le domande è umano, semplicemente addestrato (chi più, chi meno, chi più professionale, chi per nulla) a capire in pochi secondi chi ha davanti.

Questo è un punto fondamentale! Capire che tipologia di candidato ha davanti  un Selezionatore, non esprime nessun giudizio di merito alla persona in quanto tale. I candidati non riescono a scrollarsi di dosso l’idea che un giudizio negativo, seppur ripetuto, è strettamente legato al contesto per cui si è fatto il colloquio e non tout court alla persona. Spesso infatti, il personalizzare eccessivamente e generalizzare il giudizio porta a demotivarsi ed a vivere negativamente i colloqui successivi.

Come sostenere i colloqui di lavoroLa strategia migliore per affrontare un Colloquio di lavoro, una volta che il nostro curriculum e lettera di presentazione sono state valutati favorevolmente, così come il nostro profilo Linkedin, è fondamentale gestire in modo positivo ogni confronto diretto con il selezionatore: dal primo contatto telefonico di approfondimento per fissare un colloquio, fino alla comunicazione dell’offerta e della conclusione dell’iter di selezione.

Infatti già dall’inizio del Colloquio è fondamentale che il candidato si renda conto di che genere di ambiente lo accoglie: sono tutti in giacca e cravatta? Sono tutti alla mano in un ufficio ‘confusionario’ e dinamico?

Esiste infatti la regola aurea della Selezione del Personale che porta a cercare di inserire una risorsa nel proprio organico solo se è ‘la persona giusta al posto giusto’.

Saper leggere il contesto non è una dote solo dei selezionatori, ma anche dei candidati che potrebbero capire, già da un primo sguardo attento in sede di colloquio, che genere di stile tenere durante tutta l’intervista.

Altro aspetto rilevante e non vivere mai il Colloquio di lavoro come una battaglia o unaErrori colloquio di lavoro partita a ping pong! Non è una gara a chi mette più in difficoltà l’altro o a chi cerca di ‘fregare’ l’altro. Il colloquio è un momento di confronto pacifico, anche nel caso di domande scomade a cui il candidato deve rispondere con sincerità e mai con arroganza per dimostrare di saper padroneggiare anche le situazioni impreviste più impervie.

Essere se stessi, è fondamentale in ogni contesto ma è giusto che quel  ‘se stessi’ sia idoneo al contesto lavorativo ed al team di lavoro per cui si sta facendo il colloquio. Candidati che a volte sono perfetti da un punto di vista di esperienze riportate su curriculum o che hanno una motivazione coinvolgente descritta nella lettera di presentazione, spesso non superano il colloquio perchè troppo agitati o semplicemente  non idonee al contesto lavorativo c/o cui il Recruiter sta effettuando la selezione.

Non essere se stessi porta solo a fingere, ed anche se lo fate bene, tanto da ottenere il lavoro in un contesto non idoneo alle vostre caratteristiche, vi porterà solo a soffrire per mesi, magari anni di questa scelta fatta.

Ricordate sempre che esiste la persona giusta al posto giusto, quindi quando ricevete un NO a seguito di un colloquio non demoralizzatevi o colpevolizzatevi, semplicemente a volte non eravate, a dispetto dell’esperienza, quello che il Selezionatore stava cercando come tipologia di persona ma di certo lo sarete per la prossima realtà.

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