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Lavorare da casa è veramente un’opzione valida?

Oggi ci occupiamo di un tema caldissimo, almeno a giudicare dai risultati di Google Trends trovare lavoro a 50 anninelle ricerche inerenti le tendenze in ambito lavorativo di questi anni. Lavorare da casa ormai sembra diventato un must o comunque una valida opzione per chi un lavoro ‘standard’ non lo ha o ne è stanco.

Il lavorare da casa è un sogno per alcuni, un incubo per altri che invece non riuscirebbero mai a concentrarsi se non recandosi in un luogo di lavoro idoneo.

Facciamo un po’ di chiarezza, in quanto si fa presto a dire ‘posso lavorare da casa’ ma ci si mette un po’ a capire di che cosa si tratta, come si fa a farlo e quali ‘professioni’ si prestano di più a tale modalità operativa.

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Perche’ il Curriculum lo legge un Recruiter?

Forse la cosa più complicata da far comprendere ai candidati e, di conseguenza, ai nostri clienti è perché la loro versione del Curriculum scritta in modo ineccepibile a livello tecnico, non viene compresa/apprezzata da chi si occupa di Risorse Umane. Ma soprattutto, perchè è un esperto in Risorse Umane che lo legge per primo e non il responsabile di funzione che sarà il Manager della nuova risorsa che andrà inserita.

Potremmo, facilmente ridurre il tutto alla ormai sempre citata frase ‘ad ognuno il suo mestiere’, ma ormai troppi di voi, sono stanchi di veder scartare il proprio Curriculum da provetto Controller, da un Laureato in Psicologia che si occupa di Risorse Umane o Formazione.

Che ne sapra mai, lui/lei di come si fa a fine mese un reporting periodico o una analisi degli scostamenti?

 

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Cambiare lavoro o settore è davvero così difficile?

Come per la maggior parte delle cose nella vita, ogni età ed ogni fase ha i suoi interessi ed i cerca lavorosuoi obiettivi. Capita  a molte persone e, di frequente, di voler cambiare lavoro o settore nel corso della propria carriera.

Ma è davvero così difficile farlo? E soprattutto, come vedono gli Head Hunters questo drastico cambio di rotta?

Ovviamente, non possiamo generalizzare , ma quello che ci aiuta spesso come Consulenti JoBBee nel descrive Curricula contenenti cambi improvvisi di mestiere o settore dei nostri clienti, è rendere una potenziale ‘problematica’ del percorso professionale, un aspetto vincente da sottoporre agli occhi di un Selezionatore.

Come, direte voi? Basta trovare delle analogie/collegamenti tra le due professionalità e motivarle (in Lettera di Presentazione o in sede di Colloquio) in modo pertinente al Selezionatore.

Lettera di PresentazioneFacciamo un esempio.  Un laureato in Scienze Sociali/Psicologiche, interessato per anni alla Formazione Aziendale ed allo sviluppo delle competenze si trova a dover cambiare lavoro. Per circostanze fortuite (che possono essere un licenziamento, una scelta personale o altro) gli offrono un’opportunità nel mondo Sales. Come può motivare questo passaggio? Si sta bruciando la carriera?

Pensateci bene, un Fornitore Aziendale ‘vende’ la propria professionalità, il proprio orientamento psicologico e/o le caratteristiche della propria azienda/prodotto costantemente, ad ogni formazione in aula.

Seppur non vende praticamente, avrà una certa competenza nell’esporre pro e contro di un argomento, riuscendo a convincere/persuadere chi ha difronte.

Quindi, seppur gli ambiti sono differenti, hanno tra loro delle assonanze e come trait d’union l’individuo, che nel caso del nostro esempio, sarà di certo una persona empatica, socievole ed orientata all’obiettivo, quindi valida anche per un percorso nel mondo Sales.

In merito alla facilità o meno di cambiare lavoro, perché negli anni abbiamo perso interesse oppure perché le situazioni contingenti ci trovano costretti a ‘re-inventarci’, dovremmo vivere con maggior serenità questo passaggio e provarci, considerando sempre che, per quanto drastico sia il passaggio, è sempre la persona con caratteristiche proprie che lo sta compiendo e queste vanno valorizzate.

Per far questo, solitamente serve un occhio esterno o avere una grossa capacità di auto – come trovare lavoro su internetanalisi in modo da valutare in modo asettico, quali possono essere gli aspetti personali e professionali necessari sia allo svolgere  il mestiere precedente che quello nuovo che si vuole intraprendere.

Trovare il filo conduttore tra le diverse esperienze intraprese nella propria carriera è fondamentale per valorizzarla, ancor di più se i cambi di settore e/o mestiere sono stati rilevanti.

Per far questo è fondamentale avere una Lettera di Presentazione ben impostata, che motivi il perché dei passaggi che si andranno poi a leggere nel Curriculum allegato. Così come, avere un Profilo Linkedin strutturato su parole – chiave di rilievo sia nel descrivere le mansioni che si sono svolte, che quelle si svolgeranno.

Se non siete in grado di cogliere tali aspetti e valorizzarli nelle vostre candiature, i Consulenti JoBBee sono a vostra disposizione. Scoprite pure i nostri Servizi e/o seguiteci su Linkedin, Facebook o sul nostro Blog.

‘Ho cambiato spesso lavoro. Ed ora?’

Ho cambiato spesso lavoro ’ è sicuramente uno dei Trend più ricercati su Google e, di spesso lavororiflesso sul nostro sito. Abbiamo già affrontato questo tema ma con un approccio più legato a come rispondere in sede di Colloquio a questa domanda. Oggi invece, cerchiamo di capire come riorganizzare il Curriculum, il profilo Linkedin e di conseguenza impostare una Lettera di Presentazione accattivante, così da rendere un possibile svantaggio, qualcosa che invece valorizzi l’intero percorso.

Innanzitutto, cerchiamo di capire i diversi casi in cui possiamo imbatterci. Infatti, aver cambiato spesso lavoro non è dovuto solamente ad indecisione sul proprio futuro, ma a tanti altri fattori.

Nel corso di un’intera carriera possiamo aver cambiato spesso lavoro perché:

  • Abbiamo dovuto/voluto impegnarci sempre lavorativamente, così da accettare un po’ tutto quello che ci veniva proposto
  • Non abbiamo avuto inizialmente le idee chiare su quello che avremmo voluto fare, così siamo andati un po’ a tentoni tra un lavoro ed un altro, variando spesso anche di settore di competenza
  • La nostra strada lavorativa l’avremmo anche individuata, ma purtroppo si sono susseguiti contratti a termine, non rinnovati, di qualche mese e da lì una sequela di datori di lavoro da organizzare sul CV
  • Siamo state in maternità e da lì, il nostro rientro nel mondo del lavoro è stato traumatico. Pur di tornare a lavoro e non rimanere chiuse in casa, abbiamo iniziato ad accettare un primo lavoro con una scadenza breve, e da lì, si è innescata una spirale di ‘lavoretti’ che ormai non ci abbandona
  • Siamo da 10 anni nella stessa azienda, ma abbiamo cambiato internamente così spesso, che sembra di esser saltati da un reparto all’altro senza criterio, ‘riempiendo buchi’ in organico tra una divisione ed un’altra

Per ora ci fermiamo ai 5 casi più comuni, che frequentemente ci vengono esposti dai nostri spesso lavoro Clienti o che effettivamente evidenziamo leggendo i loro CV  che ci vengono sottoposti a revisione. Ma le casistiche sono davvero infinite, accomunate tutte dalla stessa problematica ovvero, come ‘tranquillizzare’ il Recruiter, che nonostante i cambiamenti frequenti si possa rimanere un candidato valido ed affidabile.

Ovviamente, ogni situazione è a sé stante ed i Consulenti JoBBee in fase di Revisione e soprattutto di approfondimento telefonico del vostro profilo, analizzano caso per caso la soluzione migliore per valorizzare le vostre competenze ed il vostro percorso.

Vediamo qualche consiglio per valorizzare il Curriculum di chi ha cambiato spesso lavoro:

  • Troviamo un filo conduttore tra le diverse esperienze

Anche se nella vita abbiamo fatto esperienze che a primo impatto sembrano differenti, la nostra professionalità o il nostro modo di approcciare il mondo del lavoro è un filo conduttore. Per esempio, per anni abbiamo fatto risorse umane e poi un passaggio nel mondo delle vendite. Sembrano mondi opposti, eppure, non trovate che saper ‘vendere una posizione lavorativa’ ad un candidato è una forma di vendita?

  • Motiviamo, allegando una Lettera di Presentazione, il perché dei cambi frequenti

Un Curriculum, ricordiamo, è solamente un elenco cronologico delle esperienze formative foto curriculume lavorative che sono state effettuate. I contenuti che spiegano i diversi passaggi, scelte e dove si sta mirando con i prossimi obiettivi vanno inseriti in una Lettera di presentazione ben impostata che ‘motivi’ il perché di quello che il Recruiter andrà a leggere nel CV allegato

  • Cerchiamo di accorpare esperienze simili, definendo un ruolo ed elencando le realtà in cui abbiamo operato in tal senso

Magari nel corso degli anni abbiamo svolto il ruolo di Consulente Energetico per diverse aziende, con incarichi a breve termine e poi invece, per altrettanti anni, il ruolo di addetto alla Sicurezza. Piuttosto che elencare freddamente ogni ruolo, ripetuto più volte per le diverse aziende, sarebbe più proficuo riorganizzare riportando il ruolo e le diverse realtà (in elenco) che vi hanno visto operare in tal senso

  • Descriviamo solo esperienze lavorative concrete

Abbiamo sempre lavorato, ok, ma magari lavoretti occasionali durante gli studi, o lavori serali durante Master che frequentavamo ed altre attività del genere. Piuttosto che descriverle con lo stesso stile ed impostazione dell’esperienza da Manager che da anni, ormai, portiamo avanti, troviamo loro una sezione ad hoc ed una connotazione diversa all’interno del CV

Questi sono solo alcuni piccoli accorgimenti e spunti per inquadrare in modo diverso e cercare lavoro su internetrivedere i contenuti del vostro CV in modo più accattivante, nel caso in cui abbiate cambiato spesso lavoro. Se volete confrontarvi con noi, scrivete nei commenti oppure scriveteci una Email su info@jobbee.it, ricordandovi che è possibile già mettersi in lista per la riapertura dei nostri Servizi che avverrà nelle prossime settimane.

L’ansia da prestazione del Candidato: 5 miti da sfatare!

colloquio di lavoro

Ogni giorno i Consulenti JoBBee si imbattono nel Candidato che vive un costante stato di ansia:

cosa pensa un Selezionatore di me se dico/faccio questo su Linkedin o sul Curriculum ?!

Che sia quello che c’è scritto sul Profilo Linkedin o sul Curriculum o che sia in sede di Lettera di PresentazioneColloquio, quello che riscontriamo è che i candidati sono sempre più ’spaventati’ dalle interpretazioni degli Head Hunter su quanto dichiarano nelle loro candidature.

La cosa incredibile è che spesso si fanno errori grossolani a cui non si fa caso (errori grammaticali/immaginazioni errate/Job Title inesistenti) e poi ci si preoccupa che sulla propria Pagina Linkedin non appare il logo della azienda per cui si lavora.

Sicuramente è vero che la categoria dei Selezionatori  è  composta  da maniaci del dettaglio, non fosse altro, ma per sopravvivenza e quotidianità. Vedere una media di 70-100 CV al giorno ed almeno altrettanti Profili Linkedin, comporta una certa ‘formattazione’ mentale che in poco tempo conduce a valutare ogni aspetto di una candidatura, ma attenzione, solo quello che è rilevante in ottica di Selezione.

La chiave infatti, è proprio la RILEVANZA tra cosa è importante per un Recruiter e cosa non lo è. Molto spesso, questi elementi non conosciuti dai candidati, portano una gran confusione su cosa merita davvero cura al dettaglio e cosa invece può essere trascurato.

Ecco i 5 Miti da sfatare in merito all’ansia del candidato nell’invio CV:

  1. SELEZIONATORE ISPETTORE DERRICK: E’ vero che il recruiter viene colloquio di lavoroaddestrato a cogliere da piccoli particolari le competenze e le peculiarità dei candidato, ma non ha un body scanner incorporato quindi, rilassatevi! Quello che legge su Curriculum e/o Linkedin lo legge in modo neutro, ovvero non conoscendovi e con i propri filtri selettivi, voi invece lo leggete sapendo che quella frase messa lì serve a coprire una situazione poco gradevole nella vostra azienda attuale che ha portato una riduzione di mansione da qualche mese.
  2. ANSIA DA SINONIMI: sempre perché il candidato carica emotivamente la scrittura del Curriculum e l’invio dello stesso per una posizione lavorativa, sta mezz’ora a ragionare se sia meglio scrivere su Curriculum Management o Gestione. Si insinuano pensieri della serie ‘sono uno Specialist, quindi magari se scrivo Management il Recruiter penserà che faccio lo sborone’. Ecco siate sereni, il Selezionatore non ha tempo in qualche secondo di farsi queste ‘seghe mentali’ piuttosto presterà attenzione se siete da 15 anni Specialist, avete 48 anni e non avete fatto nessun avanzamento di carriera nella stessa azienda….
  3. NOTTI E NOTTI SULLA FOTO DA INSERIRE: Parliamoci chiaro, il Errori Curriculumretaggio che la foto sia importante su CV, soprattutto per alcune figure, è quello che è, ovvero un retaggio. Con l’avvento di Linkedin quello che fa fede è la foto profilo. Quindi, inutile cercare la foto da Oscar per il CV se poi inserite foto con lo sfondo del lago e birra in mano o capellino su Linkedin. Coerenza in tutto è la chiave del successo, anche nelle candidature. La foto va inserita su CV solo se espressamente richiesta da annuncio, il Selezionatore si soffermerà su questa solo se è fuori contesto (ritaglio della foto del matrimonio dove si intravede il velo, oppure dove siete venuti bene, secondo VOI, ma con il piatto vuoto sul tavolo dietro), facendosi una risata e facendo perdere credibilità ai contenuti espressi su CV/Linkedin. Quindi, il criterio è il buon senso, rimandando il tutto alla foto profilo Linkedin e lasciando concentrare il Selezionatore sui contenuti del Curriculum.
  4. PANICO DA PROFILO LINKEDIN PUBBLICO: Sia chiaro, Linkedin è la vostra vetrina professionale quindi è giusto che siate attenti a quello che viene pubblicato, ma tutto il mondo non ruota intorno al vostro profilo e non tutti i Recruiter del mondo sono lì in diretta a vedere che cosa state cambiando sul profilo. State sereni! Quindi, non entrate in panico se non avete inserito la sezione ‘Volontariato’ e magari lasciate ‘privato’ il Profilo finchè non lo completate. State certi, che il Recruiter sarà più attento ad i vostri passaggi di carriera che alla vostra partecipazione nel Sociale partecipando agli eventi dell’associazione ‘salva un cucciolo’
  5. IL RECRUITER POTREBBE SCOPRIRLO: non finiremo mai di ripetervelo, cerca lavoronoi Consulenti JoBBee che ogni fase di Selezione (dall’invio del Curriculum, alla gestione delle Telefonate post-Colloquio) è frutto di una relazione 50% – 50%. Quindi, spesso, per coprire delle lacune che per VOI potrebbero sembrare gravissime per un Selezionatore (ritardo di un anno nel conseguimento della Laurea o ‘buco’ di 6 mesi tra una esperienza lavorativa ed un’altra) si inventano dei voli pindarici sul Curriculum che fanno capire al Selezionatore che tali aspetti sono stati per voi dei veri drammi, caricati emotivamente e che lo porteranno ad approfondire in sede di Colloquio.

Quindi, per placare l’ansia da Selezione ogni candidato dovrebbe sempre considerare:

  • Il buon senso
  • Il fatto che il Recruiter non conosce in dettaglio il percorso professionale come lo conosce il candiato
  • Redigere Curriculum, Lettera di presentazione e Profilo Linkedin comprendendo che saranno le parole scelte ed il modo di scrivere a determinere cosa il Recruiter saprà di lui.