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Rivendersi sul mercato del lavoro

rivendersi sul mercato del Lavoro

Diverse possono essere le motivazioni che determinano uno stop lavorativo su rivendersi sul mercato del LavoroCurriculum, difficile da motivare quando si vuole rivendersi sul mercato del lavoro. Che si parli di una pausa per una maternità o perchè per alcuni mesi non si è riuscito a trovare lavoro al momento di un Colloquio è difficile spiegare, in modo professionale, il perchè di alcuni ‘buchi’ sul proprio percorso di Carriera. E, molte volte, non si sa nemmeno come rivendersi sul mercato, quale ruolo ricercare dopo lunghi periodi di stop.

Nella delicata fase di rimettersi sul mercato del lavoro è importantissimo saper cucire un percorso professionale che valorizzi quanto si è fatto finora, in ottica di cosa stiamo cercando.

Facciamo un esempio pratico.

L’azienda per cui lavoravate ha chiuso, avete colto l’occasione per sviluppare una vostra idea di Business, lanciando una Startup. Bene, per qualche anno il gioco ne è valso la candela, poi vi siete resi conto che la vita imprenditoriale non fa per voi ed è il caso di rientrare nel mondo delle aziende ma non sapete, come e con che ruolo.

lavoroLa strada corretta da intraprendere in questo caso è una attenta analisi di cosa è possibile indicare su Curriculum dell’esperienza della startup a livello operativo e che possa avere un nesso con le attività precedenti. In questo, può aiutare sicuramente una Lettera di presentazione ben impostata che faccia cogliere a chi legge la Candidatura il filo conduttore tra esperienze professionali che possano sembrare sconnesse tra loro.

Tutto questo, ovviamente è un lavoro ‘certosino’ di parole-chiave, descrizione mansioni e capacità di sintesi che solo un esperto in Revisione Curriculum/Lettera di Presentazione/profilo Linkedin può effettuare.

L’elemento trainante di tutto questo lavoro, a monte della revisione degli strumenti di candidatura è fare chiarezza di cosa si voglia fare una volta che si decide di rimettersi sul mercato del lavoro.

Come diciamo spesso, non si può trovare qualcosa che non si sa. Fare chiarezza sul percorso finora intrapreso e su quali strade potrebbero essere percorribili è una condizione necessaria per non perdere tempo e per cercare la posizione lavorativa più idonea.

Il fatto di essere stati per periodi fuori del mercato del lavoro e non conoscendo, tra l’altro l’organigramma e le Job Description di tutti i ruoli professionali, ma anche i Job Title più in voga e ricercati del momento, può precludere delle strade che potrebbero invece essere vincenti.

Se volete l’assistenza di un esperto Risorse Umane per questi passaggi, noi siamo qui.

Scoprite i nostri servizi e scriveteci a info@jobbee.it

Affrontare una crisi professionale:Ora cosa faccio?

crisi professionale

Molti dei nostri clienti arrivano sul nostro sito o sul nostro Blog in piena crisi crisi professionaleprofessionale. O meglio, in cerca di una risposta sul Web su cosa fare in alcuni momenti difficili della loro carriera, si imbattono nei nostri articoli o nei nostri Servizi e ci chiedono assistenza. La crisi professionale che può avere ognuno di noi, può avere origini svariate. Dalla voglia di cambiare ambito, settore o ruolo, fino ad arrivare a casi in cui si è fuori dal mercato del lavoro da troppo tempo e non si sa come rientrare, ma soprattutto con che ruolo.

Il primo consiglio che ci sentiamo di darvi è:

comprendere in piena onestà cosa vi crea veramente malessere

Infatti, non esistono risposte giuste a domande sbagliate, come diciamo sempre. E cercare “qualcosa”, non capendo bene cosa sia questo “qualcosa” non paga e fa perdere un sacco di tempo ed energie, che invece potreste impiegare nel vostro nuovo progetto professionale.

Alcune domande da porvi potrebbero essere le seguenti in fase di crisi professionale:

  1. Il vostro lavoro vi piace, ma non vi piace “dove” lo fate?
  2. Il vostro ruolo attuale sarebbe pure soddisfacente ma non andate d’accordo col capo?
  3. State svolgendo questo ruolo da tanti anni e avete voglia di qualcosa di nuovo e stimolante?
  4. Siete imbrigliati nello stesso ruolo e non riuscite a ‘crescere’ nella vostra azienda attuale?
  5. Siete da mesi senza occupazione e vorreste reinventarvi o riprendere quello che facevate precedentemente?

LavoroCercate di prendere carta e penna, o aprite word se siete più smart e rispondete a queste domande. Vedrete, che forse capirete meglio di cosa siete alla ricerca. Magari non un nuovo lavoro, non un nuovo ruolo ma potrete attuare delle semplici “mosse” per rendere la situazione attuale più soddisfacente. Potreste comprendere, che su Linkedin o su Google non è il caso che troviate ruoli diversi da quello attuale ma vi piacerebbe continuare a fare quello che fate altrove. Oppure, che con una buona dose di coraggio ed utilizzando il giusto approccio, fare una valida chiacchierata con il capo vi porterà a migliorare lo status quo.

Se volete supporto nell’affrontare queste situazioni o a chiarire meglio, con un esperto Risorse Umane, noi siamo qui per questo.

Per uscire dalla vostra attuale crisi professionale e migliorare la situazione che ad oggi vi lascia insoddisfatti, scriveteci e/o provate il nostro Servizio di Career Tutoring.

In questo modo, potrete avere un esperto Risorse Umane, non davanti a giudicarvi ma al vostro fianco.

Il parere degli altri: ostacolo verso il nostro futuro (ergo Felicità)

paura giudizio degli altri

In occasione dell’ultimo evento formativo tenuto a Messina nelle settimane scorse (di cui paura giudizio degli altri potete vedere diretta nella sezione video della Pagina), ci siamo resi conto, quanto sia importante approfondire con chi è alla ricerca della propria strada nel mondo del lavoro, della valenza che hanno i pareri della propria cerchia sociale (più o meno prossima) nel raggiungere il Futuro a cui si è destinati.

Famiglia, amici, fidanzati, mariti e mogli con le loro valutazioni, giudizi o pareri che vengano più o meno richiesti da chi si trova davanti ad un bivio o in un caos professionale/lavorativo, troppo spesso inficiano la buona riuscita di un progetto o la scelta di un posto di lavoro a discapito di un altro. Chi non ha mai detto: “mi piacerebbe fare ‘questo’ di mestiere, ma chi lo dice ai miei!?”

paura giudizio degli altri Sembra un dettaglio da poco, ma effettivamente il carico emotivo e l’importanza nella nostra vita di chi esprime un parere su una nostra opinione ci devia completamente nello scegliere la strada giusta. Non stiamo sostenendo che non bisogna ascoltare nessuno e far di testa propria, in modo testardo, rimanendo ‘sordi’ nei confornti di chi ci sta indicando alcune problematiche di realizzazione di un nostro progetto o, proprio perché ci conosce bene, ci ‘allerta’ di alcuni nostri modus operandi reiterati nel tempo che a volte si sono rivelati deleteri col senno di poi.

Infatti, soprattutto quando si porta avanti un nuovo progetto di vita, ma in modo particolare a livello di Business (per.es lancio di una start-up e/o l’intraprendere una nuova professione) è fondamentale sondare il terreno tra amici e parenti per valutare la fattibilità dello stesso, l’interesse che potrebbe suscitare nelle persone (nel caso di progetti commerciali), oltre che la segnalazione di problematiche di messa in pratica dell’idea a cui non abbiamo prestato attenzione, magari presi dall’entusiasmo.

Tutto questo, però, è ben diverso dal farsi condizionare, bloccare o intimidire dall’opinione di chi ci vuole bene o in generale degli altri. Il sottile confine tra l’ascoltare i pareri altrui, richiesti espressamente o non richiesti, e invece, prenderne atto ma continuare per la propria strada è:  LA SICUREZZA IN SE’ STESSI.

Per arrivare al nostro destino, lavorativo in questo caso o comunque raggiungere un WorK&Life Balance eccellente è conditio sine qua non l’essere abbastanza forti, autocritici e consapevoli di sé per gestire e valutare asetticamente (e senza coinvolgimenti emotivi eccessivi) i pareri che ci vengono espressi.

Quando si fa un percorso di Consulenza di carriera (Career Coaching) una parte paura giudizio degli altri fondamentale è proprio questo passaggio: raggiungere una consapevolezza di sé, delle proprie capacità, risorse e attitudini tanto da carpire che quello che ci viene detto ha solo un carico informativo, non emotivo che potrebbe essere anche non corretto.

Infatti, persone che nella nostra vita hanno un ruolo fondamentale esprimendo un giudizio per esperienza o per affetto spesso minano progetti che sul nascere, potrebbero sembrare poco solidi, ma che alla lunga si sarebbero dimostrati vincenti.

Troppo spesso infatti le persone esprimono una opinione per sentito dire, per attitudine/inclinazione personale (meno coraggiosi e più conservatori) o per eccessivo affetto e voglia di far seguire, a chi si vuole bene, un percorso meno sfidante, ma più sicuro e meno pericoloso.

Facciamo un esempio. Troppe volte nei nostri servizi di consulenza o nei nostri corsi di formazione (fisici ed online) notiamo che genitori ‘ostacolano’ i figli nell’intraprendere una carriera indipendente, magari nel mondo online o in mestieri da freelance che per la vecchia ‘guardia’ sono per definizione meno sicuri e fallimentari, rispetto al trovare un lavoro ‘normale’ stipendiato e fisso che è ‘sempre’ la soluzione migliore. Molte volte, però, è da considerare che i genitori (fosse altro per motivazioni generazionali) nemmeno sanno di cosa si parla quando gli presentiamo un progetto di startup, e-commerce, Blog, attività da  freelance, sviluppo app e tanto altro. L’affetto, troppe volte, blocca la strada verso il successo e per capirlo se ci si trova in una situazione del genere, basta sviluppare non solo una provata preparazione tecnica di quello che si vuole intraprendere (in modo da gestire le obiezioni con cognizione di causa), ma anche saper discernere tra quello che ci viene detto con autorevolezza sull’argomento rispetto a quello che ci viene detto per eccesso d’amore, ma con poca preparazione in materia.

Se volete ‘assistenza’ per la gestione di situazioni similari, stiamo per partire con il nostro nuovo servizio di Coaching. Per info e prenotazioni scriveteci a info@jobbee.it!

3 aspetti che ti faranno odiare e 3 che ti faranno apprezzare dai Recruiters

trovare lavoro

 In questi giorni sul nostro Blog e sulle nostre pagine Social (Linkedin e Facebook) stiamo affrontando una tematica molto delicata, ovvero quello dell’atteggiamento da tenere in fase di ricerca di un nuovo lavoro o in sede di colloquio per riscontrare il favore dei Recruiters.

Inutile, ripetervi quanto, seppur dopo un lungo periodo di ricerca lavoro o dopo cerca lavorol’ennesimo colloquio effettuato a cui non avete tenuto riscontro, sia opportuno mantenere un atteggiamento positivo affinché, il prossimo selezionatore del personale che vi contatterà, non venga colpito negativamente dal vostro pessimismo. Se voi stessi non siete fiduciosi in voi, nella vostra carriera e nella vostra capacità di ricoprire proattivamente un nuovo ruolo professionale, perché dovrebbe farlo un selezionatore del personale? Nell’articolo di oggi cerchiamo di darvi alcuni consigli pratici su cosa fare e cosa non fare per farsi apprezzare dai Recruiters.

Ecco 3 aspetti che ti faranno odiare e 3 che ti faranno apprezzare da un Selezionatore:

Dovresti cercare di evitare di essere:

  • ASSILLANTE : chiedere a seguito di un colloquio più volte l’esito con email o telefonate non è mai una strategia vincente. State certi che se siete il candidato prescelto sarà interesse del selezionatore, ricontattarvi al più presto per non lasciarvi scappare. La selezione del personale ha dei tempi tecnici (chiusura colloqui, valutazione con i referenti di linea, autorizzazioni, stesura proposta commerciale, ecc.) . Quindi, capita spessissimo che ci siano intoppi. L’orgoglio in questo contesto non serve ed è meglio metterlo da parte. Pretendere che in selezionatore vi richiami per dirvi che era un NO, certo sarebbe bello e professionale, ma a rigor di logica se non lo sentite più non eravate il candidato prescelto. Per voi è un colloquio per il selezionatore è il centesimo del mese che ha effettuato. Non stiamo dicendo sia giusto, ma solo che è così e bisogna farsene una ragione.
  • BUGIARDO: Inutile sparare alto su ruolo ricoperto, o sulla RAL (retribuzione) cerca lavoroo  sui risultati ottenuti. I selezionatori del personale, possono richiedervi prima della proposta economica le vostre ultime buste paga. Non ci fate un’ottima figura se avete mentito sui dati di cui sopra in sede di Colloquio o al primo contatto telefonico. Considerate anche che basta veramente poco per i Recruiters fare una chiamata ai vostri precedenti datori di lavoro e verificare quanto avete dichiarato in sede di Colloquio.
  • INGRATO: Sputare nel piatto in cui si è mangiato o si sta ancora mangiando non è mai una buona strategia. Se lo state facendo per questo attuale capo/datore di lavoro, presumibilmente lo farete anche nella prossima occasione e questo non piace alle aziende. Per quanto siate ‘arrabbiati’ o vi siate trovati male nella vostra attuale realtà aziendale o col vostro capo diretto, il colloquio presso il vostro prossimo datore di lavoro non è la sede opportuna dove sfogarvi.

Dovresti invece cercare di essere:

  • SPONTANEO: Far finta di essere quello che non sei non è mai una strategia vincente, ma soprattutto si nota. In particolar modo è evidente a chi di mestiere valuta persone ed atteggiamenti. Tenere un ruolo o un ‘personaggio’ durante un colloquio di lavoro, lontano dalla tua vera natura, non paga e potrebbe penalizzarti.
  • CONCRETO: Alle aziende piace avere candidati pronti, brillanti ma soprattutto trovare lavoro pragmatici. Soprattutto in fase di colloquio sarebbe molto utile approcciare alla posizione proposta magari portando avanti già qualche idea pratica su come si intende ricoprire quel ruolo o magari, descrivendo le proprie attività/mansioni facendo esempi di progetti speciali portati avanti o risultati concreti.
  • DISPONIBILE: mettere subito dei paletti su cosa si intende accettare, a quali condizioni o una poca disponibilità per effettuare il colloquio per tempi e modalità, di certo non aiuta il selezionatore a farti notare la tua disponibilità, che è una dote sempre apprezzata da aziende e recruiters.

 

Se hai qualche dubbio per la tua ricerca di un nuovo lavoro, se stai incontrando problemi nel trovarlo o devi candidarti per una posizione lavorativa a cui tieni tanto e vuoi preparare un Curriculum e/o Lettera di presentazione ad hoc, scrivici pure a info@jobbee.it oppure visita il nostro sito www.jobbee.it nella sezione servizi.

 

 

 

 

 

Come cercare gli annunci di lavoro

annunci di lavoro

L’argomento di oggi ‘come cercare gli annunci di lavoro’ è frutto di tutte le domande pervenute al Team di JoBBee.it e legate agli insuccessi dei candidati che inviano decine di candidature agli annunci di lavoro che trovano online, ma non hanno risposta.

Spesso, ci segnalano come siano sempre gli stessi e come alcuni in realtà siano per posizioni inesistenti. Tutto vero! Ma andiamo per gradi.

I siti di motore ricerca lavoro (Infojobs, Monster, Indeed, ecc.) ma anche il più generalista Annunci di lavoroGoogle, vanno saputi ‘interrogare’ affinchè la loro risposta sia soddisfacente e variegata. Questo vuol dire che se cerchiamo sempre gli stessi termini ( per esempio: ‘vendite milano’, ‘sales account lombardia’, ‘sales manager area di milano’ ) otterremo sempre le stesse rirposte, o almeno per 20 – 30 giorni prima di leggere dei nuovi annunci. Avete mai pensato al fatto che ogni azienda ha il suo modo in organigramma di ‘chiamare’ quella determinata posizione? Gli stessi Selezionatori del Personale rispondono a più nomenclature ‘addetti alla selezione del personale, recruiter, HR Manager, HR Specialist, HR Junior, Head Hunter, ecc.’ Questo significa che il vostro ruolo, per quanto definibile in una macro categoria (per esempio VENDITE) può essere identificato da chi cerca personale in modo differente.

Un ottimo consiglio per cercare gli annunci di lavoro è:

Cercare sui motori di ricerca annunci lavoro usando tutte le variabili del Job Title (nome del vostro ruolo) con cui si potrebbe indicare quella attività professionale/posizione in un’azienda.

Questo suggerimento, potrebbe già ovviare agli annunci sempre uguali che andate a visualizzare.

In merito agli annunci civetta invece, che nel linguaggio HR sono quelli che vengono pubblicati per fare database di CV su determinate canidature ma che non hanno dietro posizioni lavorative realmente aperte, abbiamo anche qui dei suggerimenti da darvi per cercare di individuarli.

Ecco i 3 principali suggerimenti per cercare gli annunci di lavoro:

  • Spesso sono pubblicati da società interinali e di head hunting: i dipendenti di queste realtà infatti hanno degli obiettivi settimanali numerici di colloqui e di CV da inserire nel proprio database, quindi in caso di necessità, si fa incetta di determinati profili pubblicando posizioni in realtà non aperte
  • I riferimenti dell’azienda in cui la posizione aperta è molto vaga: sicuramente nel caso di Head Hunting puro il cliente-azienda non viene ‘mai’ palesato, ma nel caso di annunci civetta l’area di Business del cliente viene eccessivamente celato (‘cercasi per azienda del settore terziario……’ )
  • Lo stesso annuncio è una ripubblicazione o la data di pubblicazione è molto indietro nel tempo: spesso infatti, anche se un annuncio viene inserito in cima alla lista della vetrine degli annunci di lavoro del momento, se andate a visualizzare bene nella pagina la data di pubblicazione è di qualche mese fa. Questo accade perché semplicemente i testi degli annunci base (ovvero di profili quasi sempre ricercati/utili) sono già scritti e salvati in una fantastica cartellina ‘testo annunci’ sul desktop del selezionatore/head hunter ed usati alla bisogna. All’occorrenza, basta andare con l’account del Selezionatore sul motore di ricerca annunci di lavoro e ripubblicarlo, il che lo porterà tra quelli del giorno

annunci di lavoroQuesti piccoli accorgimenti, potrebbero farvi risparmiare davvero molto tempo nell’invio del vostro Curriculum per annunci di lavoro che non porteranno a nulla.Ad ogni modo, ricordiamo, che i motori di ricerca lavoro sono ancora validi strumenti per solo alcune catergorie professionali e non per altre per cui Linkedin fa davvero la differenza. Ma di questo ne parleremo in un prossimo post.