Revisione profilo Linkedin

Bello Linkedin! Ma a che serve? Come si cerca lavoro?

La domanda tormentone che viene posta ripetutamente ai consulenti del nostro Team riguardo LINKEDIN, e che  merita una risposta, è: Bello Linkedin! Ma a che serve?

La risposta più comune (e sbagliata) è la seguente:  un Facebook professionale nulla di più!

E le motivazioni che portano ad avere un profilo Linkedin si riducono ad un superficiale: ce l’hanno tutti.

Pochi invece ne comprendono la reale potenzialità che è quella di dare potere a chi cerca lavoro non aspettando più che qualcuno lo contatti ma cercare aziende, Recruiters e posizioni aperte interessanti. Il vantaggio non è solamente per chi cerca lavoro ovviamente, ma è anche per chi offre lavoro: Linkedin offre un scorciatoia per i selezionatori verso il candidato giusto.

Profilo Linkedin di successo

Questo perché i Recruiters o gli Head Hunter hanno la possibilità di inserire nella loro ricerca su Linkedin i parametri di interesse, facendo una cernita rapidissima di cosa è per loro interessante e cosa no. Per questo per essere ‘trovati’ ed essere inseriti nel risultato finale delle loro ricerche su Linkedin bisogna aver inserito nelle diverse voci che compongono il nostro profilo Linkedin la terminologia che loro inseriranno per i loro parametri di ricerca.

Facciamo un esempio banale: un Head Hunter non cercherà mai su Linkedin un Funzionario Commerciale o di Vendita ma cercherà un Sales Manager. Quindi è fondamentale che già dal Job Title stiamo attenti per non essere penalizzati già in partenza.

Per questo servizi come quelli di JoBBee.it di revisione del Profilo Linkedin hanno una funzione fondamentale per aumentare le nostre probabilità di farci trovare da chi offre lavoro. In pratica il nostro Team composto da selezionatori esperti, non fa altro che ‘tradurre’ in gergo tecnico la vostra esperienza professionale, aiutandovi ad essere trovati su Linkedin!

Inoltre Linkedin, come detto agli inizi del post non è solamente una vetrina del nostro profilo professionale, che deve essere comunque organizzata nel migliore dei modi per essere appetibile ed essere scelta, ma è uno strumento utilissimo per cercare attivamente lavoro.

Basti pensare che questo potentissimo Social professionale consente non solo di cercare persone per nome e cognome, ma anche per ruoli professionali, aziende di appartenenza, università e offerte di lavoro. Linkedin ci consente quindi di arrivare direttamente alla fonte del nostro possibile prossimo posto di lavoro senza aspettare di essere trovati.

Ovviamente, a nulla serve questa potenzialità di Linkedin se poi quello che mostriamo al HR Manager della Multinazionale dei nostri sogni è un profilo mal scritto, logorroico e copia identica del nostro curriculum.

Il criterio di scrittura di un perfetto profilo Linkedin non è solamente quello per parole-chiave ma ha tante logiche come ad esempio:

  • Essere esaustivo
  • Conciso
  • Impattante
  • Originale
  • Specifico

E tu? Sei certo di avere un profilo Linkedin a prova di Recruiters? Contattami a info@jobbee.it oppure scopri i videocorsi per il corretto utilizzo di Linkedin su www.jobbeeacademy.it

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realizzare sogni

Che scusa ti racconti per non realizzare i tuoi sogni?

“E tu? Che scusa ti racconti per non realizzare i tuoi sogni?” Questa domanda mi è stata posta qualche tempo fa e mi ha, francamente, squartato l’Anima. Non tanto quanto ancora me ne racconto, ma soprattutto quante me ne sono raccontate negli anni, prima di svegliarmi.

Beh non so te ma io di scuse, anzi direi proprio di ca**ate me ne sono raccontate tante, ed a volte ci casco ancora.

Mi sono raccontata un sacco di volte che alcune cose non facevano per me. Che se il successo o semplicemente il “riuscire” in qualcosa è capitato a qualcuno che conosco, fosse altro per probabilità statistica, difficilmente sarebbe riuscita anche a me. Mi sono ripetuta per anni a Milano, nel mio cambiare azienda abbastanza frequentemente non appena sentivo odore di tempo indeterminato e quindi di “legame a vita”, che quella azienda non faceva per me in realtà. Mi sono raccontata spesso la cazzata che se fino a 30 non ero una cima con la lingua Inglese non lo sarei mai diventata e che quindi ad alcune cose non avrei mai avuto accesso. Mi racconto, ancora, spesso, che è difficile che riesca veramente a realizzare quel progetto così come me lo sono immaginato. E, mentre impiego energie a convincermene, la parte di me che sta cercando con tutte le sue forze di portare avanti i suoi sogni, intanto, un passo alla volta li realizza. Trovandomi poi in situazioni che volevo, che ho cercato, che ho immaginato, ma che una parte di me sta ancora tentando di convincersi che non è abbastanza per averlo. E te lo dico da Coach, da motivatrice, da persona che con clienti aziendali e privati passa il giorno a dare coraggio alla gente perché deve far venir fuori il leone che c’è dentro ognuno di noi, che teniamo in gabbia pensando sia più facile. Perché così soffriremo meno. Perché così confermiamo la nostra tesi che tanto non ce l’avremmo fatta. Senza nemmeno provarci. Perché allora aiuto i miei clienti? Perché mi sono sentita e spesso mi sento come loro. Perché ho trovato la chiave ed il modo, studiando, formandomi e cercando di essere ogni giorno la migliore versione di me, di dire No a quello che non mi fa stare bene. Di prendermi la responsabilità di provarci a vivere la vita che dentro di me ho sognato e che, ogni giorno, prende contorni sempre più nitidi. Lo so come ti senti. Quando sai che potresti farcela e sarebbe bellissimo, cambiare lavoro, cambiare le relazioni sociali che ti stanno togliendo energie ed in cui non sei più a tuo agio, cambiare contesto ma credi di non farcela. La chiave c’è!

È dirti che sei abbastanza, che se l’hai immaginato puoi raggiungerlo, che partiamo tutti con le stesse “dotazioni” quindi la differenza tra chi ce la fa e chi no è solo che uno dei due, il più fiducioso in sé stesso, ci ha provato. Ti insegnano ad avanzare timoroso nella vita, di non cambiare il vecchio per il nuovo, che le cose potrebbero andar male. Ma santa miseria mai nessuno che ci insegni a credere che le cose hanno la stessa probabilità di andare bene che di andare male. Quindi, se senti di provarci impara a dirti “e se poi va bene”?

Sei su questa Terra per realizzare quello che sei, non per diventare quello che gli altri vorrebbero fossi.

Se sei in questo labirinto di scuse che ti racconti, i miei percorsi di Coaching sono il tuo filo di Arianna per trovate la tua strada.

Scrivimi a info@jobbee.it oppure inizia il tuo percorso richiedendo la video analisi gratuita nell’area di tuo interesse. Puoi trovare il modulo di richiesta nella home o scorrendo la pagina.

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Trovare Lavoro

Le 10 Regole per trovare lavoro

Una frase che ci piace tanto e che ripetiamo spesso nel nostro Team è ‘ non esistono risposte giuste a domande sbagliate’.  E questo vale in tutti i campi, anche quando si cerca un lavoro. Quel vagare mesi e mesi tra siti di annunci, contatti e conoscenze che magari poi ci faranno sapere non serve a nulla se non svilirci e demoralizzarci.  Ed è inutile anche seguire tutti i buoni consigli di altri che sono nella nostra stessa situazione, non fosse altro, se sono ancora nella situazione di cercarlo il loro seguire i classici consigli non li ha aiutati a trovare lavoro.

Ecco le 10 regole d’oro che il Team di JoBBee.it ha stilato per trovare lavoro:

  1. Se non ti perdi non trovi strade nuove – chi ha detto che se abbiamo sempre fatto Controllo di Gestione non possiamo candidarci per qualcosa di affine? A meno che la nostra non sia una passione spropositata (che non sempre è sinonimo di alti guadagni e di un posto fisso) bisogna essere curiosi anche per le mansioni vicine o complementari con la nostra esperienza professionale, aumenteremo così le possibilità di trovare un impiego.
  2. Le cose cambiano – inutile continuare a cercare lavoro nel modo tradizionale, ormai non si può non avere un profilo Linkedin se si vuole essere competitivi nel mondo del lavoro e bisogna imparare ad usarlo in maniera attiva e non solo per farsi ‘chiamare dalle aziende’. Linkedin infatti ha più la funziona di ricerca attiva per i candidati che passiva di ricezione dei contatti dai recruiters. Ergo: imparate ad usarlo!
  3. Non cercare funghi con una muta da sub – Senza gli strumenti giusti non si riesce a fare nemmeno un uovo fritto. E’ fondamentale avere un curriculum scritto così come vogliono leggerlo i selezionatori del personale e lo stesso vale per il profilo Linkedin. Non serve a niente essere cintura nella di candidature online se poi quello che mandate è illeggibile.
  4. Se non credete in voi stessi, non ci crederà mai nessun altro – Ok, mettiamo che avete un Curriculum perfetto, un profilo Linkedin che grida SCEGLI ME! SCEGLI ME!, il posto di lavoro non sarà comunque vostro se poi in fase di colloquio sembra che il selezionatore vi debba estorcere le parole come sotto interrogatorio. Siate sicuri di voi ed abbiate fiducia nelle vostre capacità
  5. Stai vendendo ghiaccio ad un eschimese – In stretto contatto con il punto 4) devi sempre ricordarti sia in fase di invio di una candidatura, che in fase di colloquio o contatto telefonico che sei il milionesimo candidato a spasso che vede un Recruiter, banalmente, per lui se non sei te sarà un altro. Per questo dovete fare la differenza con convinzione e preparazione: non avete una seconda occasione di fare una buona impressione
  6. Il dettaglio fa la differenza, sempre – sempre perchè sei il milionesimo che si è candidato o che ha l’esperienza professionale giusta per quella posizione non devi lasciare nulla al caso. E non parliamo solo dei già citati curriculum vitae, profilo linkedin e lettera di presentazione ma non puoi dimenticarti della tua presenza sul WEB e cosa è possibile scoprire di te in rete.
  7. L’abito non fa il monaco – Il Team di JoBBee.it va contro tendenza rispetto a

    Come vestirsi per un colloquio
    Come vestirsi per un colloquio

    quello che leggete sugli ormai triti e ritriti consigli su come trovare lavoro. Chi è competente lo è vestito in rosso come lo è in completo blu scuro. Ovviamente non presentatevi con le pinne, fucile ed occhiali ma questo è buon senso nulla di più. Anzi, meglio essere a proprio agio con quello che si indossa, piuttosto che impacciati con un abbigliamento che non mettete usualmente.

  8. Tutto è importante – Sempre il questo mood del ‘cercare lavoro come una partita a scacchi’ nessuna mossa va sottovalutata in nessuna fase. Ricordate sempre,( e per chi non è addetto alla selezione del personale questo aspetto non è così scontato), un iter di selezione è fatto da: ricezione Curriculum e lettera di presentazione, contatto telefonico, colloquio (uno o più), fasi intermedie di scambi email e telefonate tra recruiter e candidato, controllo della web reputation professionale del candidato, proposta di assunzione. Siate i migliori in ogni contesto
  9. Fighi si, ma non troppo – Crediamo che sia giusto però fermare l’ego dei più eccentrici sottolineando che essere i migliori non vuol dire mettersi una maglietta con scritto SCEGLI ME per un colloquio. Essere i migliori vuol dire essere competenti, preparati, decisi ed umili al punto giusto.  Dimostrate con padronanza la vostra competenza professionale e non vantatevi mai. A quel punto sarete anche migliori, ma troppo antipatici per un team
  10. Fattore “ C” – ovviamente intendiamo ‘C’ di Curriculum e non altro… mal pensanti! 🙂
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Life Coaching Italia

Basta! Come posso cambiare vita?

Chiunque di noi ha detto questa frase, più volte nel suo percorso di crescita: “Basta non ce la faccio più! Come posso cambiare Vita?”.

Se lo hai detto anche tu almeno una volta, sei sull’articolo giusto. Benvenuto nel Club, Amico/a. Qualunque sia l’ambito in cui “non ce la fai più” non sarà certo il dire ad alta voce che sei arrivato che ti farà cambiare direzione. Insomma DIRE BASTA, NON BASTA! Cambiare la propria vita, personale/professionale o la quotidianità richiede impegno, costanza e tanta, tantissima voglia di farcela e fiducia in te stesso. E sai perché? Perché “farcela” dipende da una persona sola. Le possibilità di successo di questo percorso aumentano quando si smette di dare “colpa” e “meriti” agli altri o al fatto, ma si capisce che si è responsabili delle proprie scelte, anche di quelle che sembrano esserci state imposte. Farcela o meno dipende, quindi, solo da te. “Bene!”, dirai. Ma da dove si inizia a cambiare?

Bella domanda! Iniziamo col dire che troppe volte si cambia il fine e non il mezzo. Intendiamoci, in alcune situazioni è proprio il partner da cambiare, il capo da sostituire, il ruolo che si ricopre o il Business che si ha tra le mani che non funziona, ma, quasi sempre, si sbaglia la tempistica. La prima cosa che va analizzata, capita e quindi CAMBIATA è il nostro approccio alle cose e la nostra visione delle cose che compongono la nostra attuale quotidianità. Solo cambiando noi stessi, visceralmente, possiamo intraprendere percorsi diversi, abbandonare cosa ci fa soffrire e cosa in realtà, per quanto possiamo sforzarci, non è fatto per noi o, per lo meno, non lo è più.
Cosa ci blocca allora nel cambiare? Dirai, che il discorso fila, ma ti viene immensamente difficile farlo! E’ più facile prendersela con la pandemia che ha bloccato il tuo vecchio modo di lavorare, oppure alla crisi economica se tu non stai trovando lavoro o dare colpa al tuo partner se non è sempre come tu vuoi in ogni occasione.

Quello che ci blocca nel cambiare noi stessi, in modo tale da evolverci in quello a cui siamo destinati, è come abbiamo stereotipato e pensato negli anni il cambiamento! Cambiare è sempre visto come qualcosa di enormemente complicato, di non certa riuscita, qualcosa di drastico che in realtà non ha mai una fine incerta. Nessuno può assicurarti dove porterà. Come dice il famoso detto “chi lascia la strada vecchia per la nuova, sa cosa lascia ma non sa cosa trova“.

Ne sei proprio certo? Sei proprio sicuro che questo dissidio interiore costante, tra quello che hai oggi e quello che vorresti essere o fare, sia più facile da sopportare per una vita intera? E’ certo la soluzione più comoda, ma, quante vite pensi di avere? Quanto tempo vuoi aspettare per essere veramente felice e vivere la vita che pensi di meritare?

Ti faccio un esempio. Hai una sofferenza che ti trascini da tempo, perché diciamoci la verità io e te, non essere felici o sopportare condizioni che ci stanno strette, è pura sofferenza, logorante, estenuante e totalmente inutile come strategia. Pensi che sia “l’oggetto” della tua sofferenza che va cambiato (Partner, Lavoro, Attività commerciale, ecc.) ma sei proprio sicuro che non sei tu la chiave di “svolta” della tua vita? Se vedi il mondo sempre con gli stessi filtri, puoi cambiare situazioni, contesti, ma alla lunga quello che genera la tua sofferenza torna su, come un tappo di sughero in una bacinella d’acqua: se non lo forzi a stare sotto acqua non ci sta da solo, NON E’ LA SUA NATURA e l’acqua non è il suo contesto.

Non puoi fare a vita lo struzzo. Devi iniziare a lavorare su te stesso, campendo cosa non ti fa stare bene in una situazione, quali caratteristiche della tua vera natura vorresti avere nel mondo intorno a te per sentirti motivato, soddisfatto e felice. Solo questa chiarezza di intenti, di cosa vuoi e cosa vuoi essere, può farti capire sul medio-lungo periodo cosa c’è veramente da cambiare.

Cambiare non è davvero così difficile, come ce lo fanno immaginare. Lo stereotipo del cambiamento come qualcosa di frustrante e pericoloso è stato divulgato da chi non ce l’ha fatta, perché ha cambiato la “cosa” sbagliata, ovvero ha cambiato “COSE”, non sé stesso. Cambiare, se sai come farlo è un percorso naturale che tutti noi in modo innato possiamo fare. E’ alla base dell’evoluzione di ogni specie, che proprio in quanto portata al cambiamento, modifica l’ambiente, capendo cosa è più congeniale alla sua vera natura rispettandola ed assecondandola.

Cosa vuol dire in pratica? Comincia a non vedere il cambiare te stesso, come una cosa impossibile! Come qualcosa che ti porta ad essere “altro” da te. Cambiare, vuol dire evolverti proprio nel vero te stesso, non rinunciarci! Comincia a capire a cosa sei destinato, quali sono le caratteristiche della tua persona che ti rendono unico, in qualunque contesto dai il meglio di te. Inizia a capire, con onestà intellettuale, quali sono invece gli elementi negativi di te che vanno trattati a dovere per riuscire a far emergere, nei contesti che scegli, gli aspetti su cui invece sei imbattibile. Questa chiarezza di intenti, questa passione, questa vocazione, renderà irrefrenabile la tua voglia di farcela. La tua voglia di cambiare, di diventare veramente te stesso in ogni rappresentazione, dalle tue parole, alle tue azioni, al tuo lavoro, al tuo business, sarà una cosa che non riuscirai a smettere. Vorrai continuamente cambiare, crescere personalmente confidente in quello che sei e non a scapito di quello che sei. La tua vita puoi sceglierla, le cose che non vanno bene puoi cambiarle ma devi comprendere a pieno cosa veramente vuoi, senza andare a tentoni e crederci fermamente, capendo ogni giorno come migliorarti per arrivare alla meta ovvero la migliore versione di TE.

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Crescita Personale

Crescita Personale: che cos’è e cosa non è

“Ciao, che fai di mestiere?”

“Mi occupo di crescita, di Crescita Personale nello specifico e poi, inevitabilmente di crescite professionali e di nuovi Business”.

“Dai bello, non ne so granché se non l’immagine di quelli invasati che ascoltano uno a tremila su un palco, super carichissimo che gli dice che possono fare tutto nella vita, ma che in realtà non dice, che non, combineranno mai nulla nella vita usciti da là! Non possiamo diventare tutti miliardari, tutti imprenditori, tutti startupper”!

E’ questo quello che mi vene detto, quando provo a spiegare che faccio nella vita da qualche anno. Ovviamente, questa è una delle risposte più belle, perché anche se è frutto di ignoranza sul tema colma di stereotipi, su alcuni punti dice il vero. Non possiamo diventare tutti miliardari, ma tutti Felici, si. E per molti non sono i miliardi l’obiettivo quotidiano da raggiungere. Sempre meglio di chi spiega che faccio, con un “fa la Maga”. Dove, anche qui, c’è un fondo di verità. Ma te lo dico perché semplicemente puoi diventarlo anche tu, se sai come farlo. E, dì la verità, non ti piacerebbe?

Ti dico comunque che in tutte e due le risposte c’è un fondo di verità. Mal spiegato ma entrambe dicono la verità. Ti mostro come in queste verità non ci sia nulla di male.

Cosa la Crescita Personale é:

  • Un percorso incredibile che prende te stesso e lo rivolta come un calzino. Un percorso che ti fa mandare all’aria quello che hai sempre ritenuto essere un tuo punto di riferimento, ma che in realtà era una palla al piede che limitava il tuo raggio di azione.
  • Un viaggio emozionante dentro di te. Perché, santa miseria, è dannatamente vero che se vuoi cambiare i mondo intorno a te devi essere tu diverso. Non hai scuse, non è colpa di nessuno (di Mamma e Papà, di fratelli avuti e non, di insegnanti terribili che ti hanno bruciato, della “sfiga” che non ti lascia scampo), ma è “colpa tua”. O meglio, di come la tua macchina crea-significato, che è il tuo cervello, ha associato un significato a fatto persone ed eventi
  • Una chiave inglese che ti aiuta a scardinare tutte le puttanate che ti sei raccontato nella vita e che ti continui a raccontarti, per NON farcela. A rompere tutti quegli schemi per cui cerchi conferma ogni mattina quando ti svegli, con il tuo partner, con i tuoi figli, con tuo capo, con i tuoi amici, coi tuoi colleghi, con il tuo cane. Si anche con lui. Perché lo fai? Perché sarebbe scioccante ammettere che hai “deciso” finora un percorso di vita in cui in realtà non hai “deciso” un bel niente. Ma, hai fatto, semplicemente quello che gli altri sin da piccolo ti hanno detto che tu avresti potuto o non potuto fare oppure, hai inseguito carriere sogni ed obiettivi che pensavi essere importanti. Non chiedendoti mai realmente, per chi veramente lo fossero
  • Una bussola, che può farti capire la strada giusta da percorrere per arrivare all’unica cosa che conta veramente. Cos’è questa cosa? Dove punta questa bussola? Ok, questo Spoiler te lo faccio, punta sempre verso di TE. Dentro di Te, con precisione. Perché riuscire ad essere TE STESSO, veramente TE STESSO e quello che vuoi, è l’unico scopo che hai su questa Terra. Raggiungere la missione a cui sei destinato, perché solo tu hai quella caratteristica, quella dote, quella vocazione o quel modo di essere che hai solo tu, e “questa cosa” serve al Mondo, agli altri, a lasciare un posto migliore a chi verrà dopo di te

Cosa la Crescita Personale NON è:

  • Una Mappa che ti dice cosa fare, quando farlo, come farlo, cosa devi fare e cosa non devi fare
  • Fede o Religione. L’unica cosa in cui tu devi credere è te stesso. Si, in questo devi CREDERE, devi avere FIDUCIA nel fatto che riuscirai a fare tutto quello a cui sei destinato, ovviamente una volta che avrai capito che cos’è. Parlo, di obiettivi finali, massimi che sono quasi sempre sentimenti e mai “cose” : carriera, aziende, ruoli, macchine, case. Quelli sono obiettivi “strumentali” non obiettivi “finali” che ti fanno svegliare la mattina con la voglia di farlo. E devi crederci, nonostante quello che accade, nonostante chi ti stia supportando e chi no
  • Magia. Anzi, a dirci la verità lo è, ma nel senso che è “Magia” scientificamente provata. Perché alla base di tutte le tecniche ed i percorsi di Crescita Personale ci sono studi dei più grandi pensatori, scienziati in neuroscienze, psicologi che hanno insegnato o ancora insegnano nelle più grandi e prestigiose università del mondo. Cosa hanno scoperto? Che puoi ( si parlo anche di TE), Hackerare la Tua Mente. Si, proprio come si fa nei PC. Puoi riprogrammare la tua mente a funzionare al meglio, a usare aree del cervello che non hai mai utilizzato a pieno (vedi le aree dell’intuizioni creative”) affinché la tua vita sia quello che sceglierai non quello che ti capita. Per alcuni gli Ingegneri Informatici, i Programmatori fanno magie con il Codice per insegnare ad una macchina come un PC a fare una data azione. Ecco, la Crescita Personale fa la stessa magia, con un Codice. Il Codice che può far diventare ognuno di noi straordinario. Questo Codice è un Percorso di Crescita Personale
  • Suggestione, di un invasato. E’ AUTO-SUGGESTIONE. Si esattamente. E non c’è nulla di male in questo. Tra le puttanate che andrai a sdoganare c’è anche che la gente, la società le istituzioni, danno una connotazione valoriale ai termini. Quindi, “suggestione” o “manipolazione” è MALE. Ma se vai a vedere la definizione di questi termini, nella loro reale essenza, si riferiscono al fatto di agire e condizionare la nostra mente affinché capisca e si muova in determinate direzioni, affinché queste cose avvengono. E, scusatemi, ma che male c’è se “manipoliamo la mente” ad ottenere il massimo da noi stessi? A raggiungere il nostro scopo nella Vita? Piuttosto che a lasciarla, così come l’hanno manipolata le esperienze ed i significati associati ad esse, che abbiamo ritenuto verità assoluta, facendoci trascinare in una vita insoddisfatti, infelici e depressi?

Alla luce di tutto questo, si. Sono una Maga, una Strega, una invasata Manipolatrice. Chiamami come vuoi, poco importa il valore che dai a questo genere di attività. Io ho migliorato la mia vita, sensibilmente, incredibilmente, straordinariamente. E ti svelo un segreto, puoi diveltarlo anche tu, decidendo così per la prima volta la Vita che veramente vuoi fare, con il significato che tu vuoi dargli, crescendo ogni giorno. Smettendoti di lamentarti, semplicemente di quello che non ti piace e che non va, ma facendo qualcosa di concreto per cambiarla ed essere finalmente Felice. La Crescita Personale è questo! Semplicemente questo. Nelle mie Sessioni di Coaching faccio questo: “insegnarti a programmare quel codice” per passare la vita a crescere, interiormente (quindi, di riflesso, esteriormente) e diventare, ogni giorno, la migliore versione di te stesso e di quello che eri il giorno prima.

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Ricadute Mindfulness Jobbee

Ricadute: che grande Occasione!

Le Ricadute sono, nell’incredibile viaggio della nostra Vita e dei suoi relativi cambiamenti (voluti, obbligati o fortemente cercati), una vera manna dal cielo. Come tutto, dipende dall’approccio che abbiamo nei confronti delle cose e la nostra reazione/risposte ad esse, anche le ricadute che solitamente vivono di una connotazione negativa, possono essere viste come una benedizione.

Partiamo dalla base! Partiamo da quel fantastico mondo così affascinante che è il cambiamento (di vita, lavoro, business, mindset, ecc.). Indipendentemente dall’ambito e dalla motivazione che ci porta a compierlo, ogni cambiamento ha una fase ciclica ben chiara. Senza scendere in tecnicismi psicologi, poco importanti in un articolo divulgativo come questo, ed a nomi specifici dati dalla letteratura per le fasi, diciamo che in generale si parte dal capire che si ha un problema o una abitudine errata che abbiamo in atto (che sia sigaretta, cibo, arrabbiarsi con un parente o con un collega a lavoro). Una volta chiaro che abbiamo un “problema” iniziamo a comprendere la necessità di intervenire su di esso affinché si possa giungere a sostituire nostre abitudini malsane, schemi mentali radicati che innescano circoli viziosi piuttosto che virtuosi e cominciamo con motivazione a chiedere supporto. Magari psicologico, magari ad un amico, magari facendo letture o affini. Iniziamo a capire man mano che avanza questo processo di cambiamento che dovremmo cambiare l’unica cosa su cui noi abbiamo potere e possiamo intervenire nella vita: noi stessi. E, proprio mentre, ci sembra di aver capito come dobbiamo “comportarci” davanti a situazioni che prima ci facevano reagire con l’innescarsi di una risposta non funzionale, ecco. Succede! Un evento contingente, improvviso, una situazione fortuita con un carico emotivo troppo forte e Zaac! Ecco le ricadute, nei nostri vecchi atteggiamenti, risposte, stereotipi, furto dello spuntino nel frigo a mezzanotte, mangiata di nascosto in macchina delle patatine che teniamo per i momenti di bisogno in un momento di dieta, o via che si ripesca la sigaretta che non fumavamo da un pò.

Le ricadute ahimè portano con sé, questa connotazione ed accezione negativa: abbiamo fallito! Ci siamo “ricaduti”, l’abbiamo fatto di nuovo o come dicono gli inglesi “Ops, I did it again!”
Iniziamo a perdere motivazione, a fare passi indietro nella nostra recuperata autostima, a credere che proprio ora che ci credevamo così forti da poter combattere le nostre ansie, malesseri, abitudini errate, invece NO. Siamo sempre gli stessi deboli, cretini che in modo Gaussiano hanno fluttuanti ricadute.

Vi svelo un segreto! Così come lo svelo ai miei amati clienti. E proprio perché avete delle RICADUTE che vuol dire che state imparando!!! E’ proprio che avete delle Ricadute nelle azioni e nei comportamenti, negli stereotipi e negli atteggiamenti su cui stiamo lavorando insieme (o anche senza di me se non siete mie assisiti) che vuol dire che siete così forti che ora sapete, da soli, la differenza!


Le ricadute, psicologicamente e nei flussi ciclici di cambiamento (indipendentemente da ambito e contesto) hanno la fortissima funzione di farci capire che se anche non abbiamo ancora sostituito quegli schemi mentali, ormai trappole, che abbiamo radicato nella nostra testa e che ci fanno rispondere in modo vizioso a stimoli simili, ora sappiamo che è possibile uno schema alternativo, pensandoci su un attimo che può non farci più ritrovare in quelle situazioni spiacevoli che stiamo perdendo.
Che anche se riusciamo ora a domare istinti dannosi ed automatismi, nel caso di situazioni emotivamente complicate e difficili come le ricadute, adesso sappiamo che un Nuovo Mondo è possibile. Un nostro nuovo modo di far fronte agli eventi, senza essere a vita vittima dei nostri automatismi congelati nella mente, è possibile. Sono proprio le ricadute che hanno il fortissimo potere, insieme alla nostra reazione ad esse evitando la demotivazione al cambiamento, che ogni volta che si ripetono ci faranno essere più forti. Ci faranno reagire “alla vecchia maniera” sempre meno, alzando ogni volta l’asticella della nostra soglia di sopportazione, sempre un po’ più in là. Fino a quando? Fino a quando combatteremo le nostre trappole mentali e, anche grazie alla nostra reazione alla ricadute, modificheremo, cambieremo, sostituiremo i nostri schemi mentali che innescano circoli viziosi, in quelli più funzionali che ci porteranno alla felicità. E non esagero, usando tale termine.

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