realizzare sogni

Che scusa ti racconti per non realizzare i tuoi sogni?

“E tu? Che scusa ti racconti per non realizzare i tuoi sogni?” Questa domanda mi è stata posta qualche tempo fa e mi ha, francamente, squartato l’Anima. Non tanto quanto ancora me ne racconto, ma soprattutto quante me ne sono raccontate negli anni, prima di svegliarmi.

Beh non so te ma io di scuse, anzi direi proprio di ca**ate me ne sono raccontate tante, ed a volte ci casco ancora.

Mi sono raccontata un sacco di volte che alcune cose non facevano per me. Che se il successo o semplicemente il “riuscire” in qualcosa è capitato a qualcuno che conosco, fosse altro per probabilità statistica, difficilmente sarebbe riuscita anche a me. Mi sono ripetuta per anni a Milano, nel mio cambiare azienda abbastanza frequentemente non appena sentivo odore di tempo indeterminato e quindi di “legame a vita”, che quella azienda non faceva per me in realtà. Mi sono raccontata spesso la cazzata che se fino a 30 non ero una cima con la lingua Inglese non lo sarei mai diventata e che quindi ad alcune cose non avrei mai avuto accesso. Mi racconto, ancora, spesso, che è difficile che riesca veramente a realizzare quel progetto così come me lo sono immaginato. E, mentre impiego energie a convincermene, la parte di me che sta cercando con tutte le sue forze di portare avanti i suoi sogni, intanto, un passo alla volta li realizza. Trovandomi poi in situazioni che volevo, che ho cercato, che ho immaginato, ma che una parte di me sta ancora tentando di convincersi che non è abbastanza per averlo. E te lo dico da Coach, da motivatrice, da persona che con clienti aziendali e privati passa il giorno a dare coraggio alla gente perché deve far venir fuori il leone che c’è dentro ognuno di noi, che teniamo in gabbia pensando sia più facile. Perché così soffriremo meno. Perché così confermiamo la nostra tesi che tanto non ce l’avremmo fatta. Senza nemmeno provarci. Perché allora aiuto i miei clienti? Perché mi sono sentita e spesso mi sento come loro. Perché ho trovato la chiave ed il modo, studiando, formandomi e cercando di essere ogni giorno la migliore versione di me, di dire No a quello che non mi fa stare bene. Di prendermi la responsabilità di provarci a vivere la vita che dentro di me ho sognato e che, ogni giorno, prende contorni sempre più nitidi. Lo so come ti senti. Quando sai che potresti farcela e sarebbe bellissimo, cambiare lavoro, cambiare le relazioni sociali che ti stanno togliendo energie ed in cui non sei più a tuo agio, cambiare contesto ma credi di non farcela. La chiave c’è!

È dirti che sei abbastanza, che se l’hai immaginato puoi raggiungerlo, che partiamo tutti con le stesse “dotazioni” quindi la differenza tra chi ce la fa e chi no è solo che uno dei due, il più fiducioso in sé stesso, ci ha provato. Ti insegnano ad avanzare timoroso nella vita, di non cambiare il vecchio per il nuovo, che le cose potrebbero andar male. Ma santa miseria mai nessuno che ci insegni a credere che le cose hanno la stessa probabilità di andare bene che di andare male. Quindi, se senti di provarci impara a dirti “e se poi va bene”?

Sei su questa Terra per realizzare quello che sei, non per diventare quello che gli altri vorrebbero fossi.

Se sei in questo labirinto di scuse che ti racconti, i miei percorsi di Coaching sono il tuo filo di Arianna per trovate la tua strada.

Scrivimi a info@jobbee.it oppure inizia il tuo percorso richiedendo la video analisi gratuita nell’area di tuo interesse. Puoi trovare il modulo di richiesta nella home o scorrendo la pagina.

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gestione del tempo

La nobile Arte di gestire il Tempo

La gestione del Tempo o in generale il “tempismo” è tutto nella vita, nel lavoro e nel Business. Avere una idea geniale nel momento meno opportuno può portare ugualmente ad una catastrofe, così come avere il tempo di gestire un qualcosa in modo ottimale e perderlo, certi che avevamo abbastanza tempo, per fare il tutto e ci troviamo, invece rovinosamente di nuovo a fine tempo massimo! Insomma, non c’è cosa nella nostra vita e nella percezione della stessa che non sia intaccata dal tempo. Ti capita mai di arrivare a sera o magari già nel corso del giorno e di pensare di essere in affanno con quello che avresti/dovresti dovuto fare? O, magari ciclicamente pensare che alla tua età sei troppo giovane o troppo vecchio per fare, dire o comportarti in qualche modo? C’è una costante in tutte queste affermazioni, ovvero il tempo e la sua gestione. Su di esso abbiamo una infinità di credenze limitanti, che bloccano totalmente la nostra intuizione o creatività. Ci insegano che alle soglie dei 40 anni dovremmo già aver creato famiglia, avere un lavoro, una posizione e non avere grilli per la testa. Figurati se tali grilli o forme di ribellione ti vengono nelle fasce di età superiori! Si potrebbe pensare che sono fortunati i ventenni, che potranno disporre del loro tempo come vogliono, visto che ne hanno tanto a disposizione. Ed invece no, sfigati anche loro. Devono concentrarsi sin da subito per raggiungere i traguardi che a 40 anni è “giusto” che siano raggiunti. Traguardi giusti poi per chi? Per la società? Per i propri genitori? Per i coetanei che stanno facendo così? O per loro stessi?

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